IVREA - Il Gruppo Gedi ha comunicato ieri di aver sottoscritto un accordo preliminare per la cessione della «Sentinella del Canavese» (e delle relative attività digitali) alla società Ledi Srl. In una nota, Gedi ha sottolineato che Ledi Srl è una società – detenuta al 100% dalla «Fondazione Carella Donata» – che svolge l’attività editoriale attraverso la pubblicazione della testata quotidiana L’Edicola. Il perfezionamento della cessione è previsto entro il mese di gennaio con efficacia a partire dal 1 febbraio 2026. «La cessione – si conclude la nota - è subordinata all’espletamento delle usuali procedure sindacali nonché alla stipulazione del conseguente atto notarile definitivo».
Che la Sentinella fosse in vendita e che le trattative fossero a buon punto era ormai chiaro da mesi anche se la proprietà ha sempre smentito. Circostanza, questa, che non è sfuggita ai giornalisti della Sentinella: «Il Gruppo Gedi ha annunciato di aver raggiunto l'accordo preliminare per la cessione del suo ultimo giornale locale, La Sentinella del Canavese, appena 2 giorni prima di Natale. Ci hanno assicurato che la procedura ufficiale partirà il 2 gennaio con il tavolo sindacale previsto per le cessioni di ramo d'azienda. A ottobre, quando sono state pubblicate da più parti indiscrezioni sulla vendita del giornale, dagli stessi dirigenti aziendali che ci hanno comunicato oggi la cessione, era arrivata una secca smentita a ogni contatto con gli imprenditori Ladisa, che ora rileveranno La Sentinella. È difficile davvero immaginare come una trattativa possa essersi concretizzata in meno di 2 mesi. Poco male. Sapevamo, però, dal destino degli altri quotidiani locali ex Finegil, divisione che rappresentava un patrimonio del giornalismo locale italiano oggi smantellato, che la dirigenza di Gedi non aveva più alcuna credibilità».
I colleghi della Sentinella auspicano anzitutto che Gedi mantenga gli ultimi impegni presi (per fare in modo che il giornale possa seguire come da tradizione il Carnevale d'Ivrea) mentre al nuovo acquirente chiedono un maggiore interesse, che si dovrà concretizzare in un piano di sviluppo credibile con il mantenimento degli attuali livelli di occupazione, del radicamento nel territorio e dell'indipendenza della testata.
Il momento, inutile nascondersi dietro alle parole di facciata del passato editore, o agli intenti (non certo chiari) della nuova proprietà, è particolarmente delicato per lo storico giornale del Canavese. Dopo 130 anni la sensazione è che si stia per voltare pagina. Non in meglio, però. Ai colleghi della Sentinella, con i quali (da sempre) condividiamo territorio, rapporto professionale e, in molti casi, una lunga amicizia, va tutta la nostra solidarietà in questo difficile momento.






