L’entrata in vigore dell’orario ferroviario invernale racconta, ogni anno, il cambiamento in termini di quantità e qualità dei treni in circolazione e di conseguenza degli effetti sulla vita quotidiana dei pendolari di tutta Italia. Legambiente con la sua campagna Pendolaria ogni anno a questo appuntamento presenta un dossier con quelle che sono le 10 linee peggiori, ossia le situazioni, in diverso modo, emblematiche per capire da dove si dovrebbe partire per rilanciare l'offerta di trasporto pubblico su ferro, con beneficio in termini di meno inquinamento e meno congestione nelle nostre città, ma anche di qualità della vita e ridotta spesa per le persone. Per Legambiente è fondamentale occuparsi di quei pendolari che ogni giorno prendono questi treni e che sono circa 3 milioni.

Nel report di quest'anno Legambiente ha bocciato la ferrovia Torino-Chivasso-Ivrea-Aosta di Rfi. Esce dalla classifica delle peggiori dieci, invece, la ferrovia Canavesana di Gtt. «Al nuovo Ministro De Micheli chiediamo di dedicare ai pendolari almeno la stessa attenzione che ha messo in questi mesi per il rilancio dei cantieri delle grandi opere. Per il rilancio del servizio servono risorse, su cui ci aspettiamo un vero impegno, ma anche di avere il coraggio di scelte radicali a difesa di centinaia di migliaia di persone che ogni giorno prendono il treno in situazioni di degrado inaccettabili», spiega Legambiente.

In particolare questa la situazione segnalata sulla Ivrea-Chivasso, linea che è al nono posto tra le dieci peggiori d'Italia.

«La tratta, lunga 66 km, non è elettrificata tra Ivrea ed Aosta e nessun finanziamento per la realizzazione dell'opera è al momento disponibile. Il problema principale riguarda l'inadeguata composizione (3 carrozze, a volte anche 2) con cui molto frequentemente, in modo sempre meno occasionale, viene realizzato il treno del mattinopiù utilizzato lungo la tratta Aosta-Ivrea-Torino, il Regionale che parte da Ivrea alle 7.32 per arrivare a Torino Porta Nuova alle 8.35. Nei fatti, in quelle occasioni già ad Ivrea il treno si riempie totalmente, a Strambino e a Caluso si trova posto solo in piedi e via via sempre più stipati, da Chivasso le condizioni di viaggio diventano proibitive.

Segnalazioni di eccessivo affollamento, per scarsità di carrozze, sono pervenute anche su altri treni tra quelli delle fasce mattutine e serali più utilizzate dai pendolari. Inoltre, con l'entrata in servizio dei treni bimodali dallo scorso 6 Ottobre, come era assolutamente prevedibile consultando la capienza di questi convogli, i problemi di affollamento si sono aggiunti anche a questa categoria di treni, che per ora non sono ancora stati usati sulle tracce a maggior frequentazione. Grazie ai treni bimodali con motori convertibili da diesel ad elettrico, proprio per poter entrare nella stazioni di Torino dove i diesel sono proibiti, dovevano temporaneamente essere superate
queste criticità.

Al contrario il cambio treno e la sosta prolungata ad Ivrea, che varia dai 6 a 15 minuti non hanno migliorato la situazione. Nel frattempo quindi i disagi subiti dai pendolari continuano, con corse in ritardo molto spesso a causa dei guasti ai numerosi passaggi a livello presenti sulla linea, con il record per la tratta tra Quincinetto e Chivasso con 49 passaggi a livello, una media di uno per chilometro».

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