IVREA - Domani, martedì 23 febbraio 2021, alle 10 in Duomo a Ivrea, la città tributerà l'estremo saluto al dottor Vincenzo Di Benedetto, 68 anni, stroncato dal covid venerdì scorso dopo un lungo calvario. Covid che aveva contratto fornendo assistenza ai suoi pazienti. Podestà dello Storico Carnevale d'Ivrea nel 2004, medico chirurgo laureato nel 1978 all'Università di Pisa, aveva iniziato a lavorare a Ivrea nel 1982. Membro della società europea di applicazioni biomediche della Statale di Milano, diabetologo, era un esperto di medicina naturale, storia e archeologia, passione, quest'ultima, che lo aveva portato in giro per il mondo. 

Di Benedetto è stato il 325esimo medico morto in Italia a causa del Covid. Ad aggiornare il numero, l'altro ieri, è stato Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, durante la cerimonia per la Giornata Nazionale del personale sanitario. «Due milioni e mezzo di persone sono guarite dal Covid grazie al fondamentale contributo di tutti gli operatori della sanità in una pandemia che continua a mietere vittime anche tra i medici».

A novembre, proprio attraverso QC, aveva diffuso una lettera appello (link sotto) per denunciare il difficile momento che stavano (e stanno) attraversando i medici di famiglia a causa dell'emergenza covid, investiti sempre più di responsabilità e compiti senza alcuna tutela. Benedetto aveva scritto nella lettera che i medici di medicina generale, per dare supporto ai pazienti abbandonati da un sistema che non regge, stavano facendo ben oltre il proprio dovere. «I nostri assistiti non ci meritano stanchi, non ci meritano offuscati perché non saremmo di aiuto se costantemente di corsa. Loro hanno bisogno di noi, come prima e forse di più, perché hanno paura e le patologie non si fermano con la pandemia».

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