Galleria fotografica

IVREA - Claudio Defilippi è il nuovo capo-distaccamento dei vigili del fuoco di Ivrea. Impegno costante, professionalità e senso di responsabilità. Sono le qualità che appartengono al 58enne «capo-reparto esperto» canavesano. Lo guideranno nel nuovo incarico. Tre segni particolari che sono stati riportati in una elegante pergamena ad hoc, consegnata nelle mani di Claudio Defilippi oggi, lunedì primo giugno 2026, durante il suo incontro con la stampa nella sede eporediese dei «caschi rossi».

«Per una curiosa coincidenza, proprio 10 anni fa, come qualcuno si ricorderà, ci fu il tremendo incendio allo stabilimento Darkem di Scarmagno - ha commentato Claudio Defilippi, che è originario di Settimo Torinese, ma vive con la famiglia a Forno Canavese - Fui uno dei vigili del fuoco "miracolati" nell'esplosione di quell'azienda. Un decennio più tardi torno a Ivrea, con un bagaglio di esperienza maturato al comando di Torino come capo-autorimessa. Compito che ho svolto per 10 anni. Ho avuto dei colleghi stupendi e preparati. Grazie a loro ho imparato molto. E se sono riuscito a raggiungere questo importante traguardo di oggi è merito anche loro. Cercherò qui a Ivrea di instaurare un rapporto solido con tutte la autorità e le istituzioni del territorio canavesano. Una risposta positiva è già arrivata, sotto questo aspetto, in questi giorni con diverse telefonate da parte di carabinieri, polizia penitenziaria, finanza, polizia locale, oltre ai sindaci della zona come Matteo Chiantore, primo cittadino di Ivrea, che è la città del distaccamento di competenza».

«Arrivo da un'esperienza nei vigili del fuoco nata nel lontano 1993. Il 30 di ottobre di quell'anno entravo a far parte del Corpo nazionale - racconta Claudio Defilippi - Ho fatto una piccola "gavetta" di 6 mesi presso l'aeroporto di Caselle-Torino. Dopo di che sono approdato a Ivrea. dove sono stato dal 1994 al 2016. In quel periodo ho preso le patenti per la conduzione dei nostri mezzi pesanti: sia per gli automezzi, nonché per i bilici e per i Gruppi Operativi Speciali (i Gos) di cui faccio parte per la conduzione di macchine movimento terra. Si tratta per esempio di escavatori e frese da neve e di tutti i mezzi utili in caso di soccorso per l'emergenza terremoti. Ho partecipato nel corso degli anni ad interventi per il primo terremoto di Assisi, alla scuola di San Giuliano, per il terremoto dell'Aquila e anche all'hotel Rigopiano, colpito da una valanga nel 2017. In quell'occasione, abbiamo operato con le macchine movimento terra-sgombro neve per permettere ai mezzi e ai soccorsi di raggiungere la struttura e prestare aiuto alle persone coinvolte in quella tragedia. Tre anni fa, ho preso parte, invece, ad una missione internazionale, durata 7 giorni, in Moldavia-Ucraina per la consegna degli automezzi destinati all'Ucraina da parte del Ministero dell'Interno. E' stata un'operazione che ci ha toccato da vicino. Abbiamo incontrato persone con cui ancora oggi ci sentiamo regolarmente».

«La Darkem è un "brutto" ricordo, come ho scritto sui social di recente. Tuttavia, ci ha temprati - conclude il nuovo capo distaccamento dei vigili del fuoco di Ivrea - Ci ha fatto anche rinascere. Siamo entrati in sette vigili del fuoco dentro lo stabilimento quella sera e fortunatamente siamo usciti vivi tutti e sette. Un po' malconci, ma vivi. Santa Barbara e Qualcuno lassù ci hanno veramente protetto nel momento dell'esplosione. Si è creato con i colleghi presenti quella sera del 2016 un legame speciale: siamo come dei "fratelli", dopo quello che è accaduto. E' stata un'esperienza dura che abbiamo superato e che ci ha reso più forti di prima. Siamo ancora qui al servizio del cittadino, come è giusto che sia».