IVREA - I dati dell’Indagine Congiunturale Trimestrale per le Imprese del Canavese relativi al Trimestre luglio-settembre 2026 restituiscono un quadro di lieve ottimismo: la crescita della produzione, il rafforzamento delle esportazioni, una leggera risalita della redditività, pur in un quadro ancora negativo, indicano un miglioramento del clima economico. Tuttavia, la debolezza degli ordini suggerisce che la ripresa resta fragile e che le imprese continuano a operare in un contesto caratterizzato da incertezza e domanda non ancora pienamente consolidata.
In questo scenario, sembra aver contribuito positivamente anche l’attenuazione delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, dopo il fragile accordo che ha ridotto il rischio di un’ulteriore escalation del conflitto con l’Iran, con effetti favorevoli sulle aspettative dei mercati e sulla fiducia degli operatori economici. Ovviamente il contesto rischia di cambiare ancora dopo le ultime pericolose esternazioni del presidente Usa, Donald Trump, che pare intenzionato a riprendere il conflitto contro l'Iran dopo che un mese fa ne aveva annunciato la fine con una «schiacciante vittoria» americana...
Emergono, inoltre, alcuni segnali di miglioramento da comparti che negli ultimi trimestri avevano manifestato maggiori criticità, a partire dall’Automotive, settore che mostra indicazioni meno negative rispetto al recente passato. Particolarmente interessante è poi l’inversione delle aspettative tra Industria e Servizi: l’industria manifatturiera torna, infatti, ad assumere un orientamento positivo, o quantomeno vicino alla neutralità, dopo un lungo periodo di difficoltà, mentre le attività dei servizi esprimono un rallentamento della negatività. Si tratta di una dinamica non del tutto inattesa, poiché il settore dei servizi tende storicamente ad avere uno sfasamento temporale rispetto alla manifattura, sia nelle fasi di rallentamento che di ripresa.
Dopo molti trimestri in cui era stata l’industria a manifestare le maggiori preoccupazioni, il ritorno a valutazioni più favorevoli da parte delle imprese manifatturiere rappresenta pertanto uno dei segnali più significativi emersi da questa indagine. I dati del Canavese registrano piccoli scostamenti rispetto a quelli piemontesi, con attese positive per occupazione, produzione e ordini e negative per la redditività. L’export rappresenta l’unica eccezione, con in Canavese un saldo ottimisti-pessimisti positivo.
Nel dettaglio, gli Indici dei Saldi Ottimisti Pessimisti (SOP) registrano un leggero miglioramento, più accentuato per Export e Redditività. Per la Produzione si registra una crescita di +3,8, leggermente maggiore rispetto a quella del trimestre precedente (che era +3,3), mentre per gli Ordini totali si scende a -1,3, valore inferiore a quello dello scorso trimestre; da segnalare il dato positivo relativo all’Export con SOP pari a +4,6 mentre la Redditività permane con valore negativo (-6,3), valore comunque migliore del 12,1 registrato nel secondo trimestre del 2026. Le aspettative sull’Occupazione per il terzo Trimestre dell’anno si assestano su un Saldo Ottimisti Pessimisti positivo (+1.3). Il ricorso alla Cassa integrazione registra un 11,4%, valore che si riduce ulteriormente rispetto al trimestre precedente. I dati del Comparto dell’Industria registrano valori migliori rispetto a quelli dei Servizi; in particolare per quanto concerne l’Export (per il primo comparto i Saldi Ottimisti Pessimisti sono positivi, mentre sono pari a zero quelli per le Attività produttive) e per la Produzione (7,8 nell’Industria contro -3,4 nei servizi); fa eccezione la Redditività, con le imprese industriali che rallentano più di quelle dei servizi (SOP -7,8 le prime e -3,4 i secondi).
La previsione di Investimenti per i prossimi 12 mesi resta praticamente invariato rispetto allo scorso trimestre con il 29,1% delle Imprese che ne prevede di significativi, un dato al di sopra della media regionale. La composizione del Carnet Ordini vede il Canavese disporre di un orizzonte di copertura temporale maggiore rispetto alla media del Piemonte, con una incidenza di quelli da 6 a 12 mesi che coinvolge ben il 33,8 delle imprese. L’aumento dei prezzi è segnalato dalla grande maggioranza delle imprese, sia industriali sia dei servizi, con riferimento alle materie prime (57,7% delle imprese), all’energia (64,4%) e logistica-trasporti (66,7% dei rispondenti). Tuttavia, tali valori sono in diminuzione rispetto a quelli registrati nel secondo trimestre del 2026. Sul piano della liquidità, la maggior parte delle imprese dichiara incassi regolari, ma permane una quota non indifferente di aziende che segnala ritardi nei pagamenti (20,3%), quota comunque diminuita rispetto al trimestre precedente.
Il ritardo nei pagamenti risulta di poco più marcato nell’industria. La durata del portafoglio ordini appare mediamente adeguata nel comparto industriale, con una quota significativa di imprese che ha copertura di lavoro tra i 1 e i 3 mesi, mentre dai 6 ai 12 mesi nei servizi. Infine, il grado di utilizzo degli impianti e delle risorse aziendali si attesta su discreti livelli pari al 76,7%, ma più alto nel comparto dei servizi (84,8% rispetto a 72,6% dell’industria).
«L’indagine mostra alcuni segnali incoraggianti per il nostro territorio - dichiara Paolo Conta, presidente di Confindustria Canavese - crescono le aspettative sulla produzione, migliorano l’export e la durata della copertura degli ordini mentre si riduce il ricorso alla cassa integrazione. È particolarmente significativo il ritorno a valutazioni più positive da parte dell’industria manifatturiera, che negli ultimi trimestri aveva evidenziato le maggiori difficoltà. Resta comunque necessario mantenere prudenza: la debolezza degli ordini conferma che la ripresa non è ancora pienamente consolidata. Le imprese del Canavese continuano però a dimostrare resilienza e capacità di adattamento, investendo in innovazione per affrontare le sfide dei prossimi mesi con fiducia».













