Nell’antico Palazzo della Credenza, sede della Fondazione, si è tenuta una riunione di regia operativa relativa alla giornata del 6 gennaio, la giornata che tradizionalmente da inizio al nostro Storico Carnevale. Una riunione per condividere il programma dell’intera giornata tra gli organizzatori e gli attori della giornata stessa. Un’occasione che ha permesso ai Personaggi, Generale, Sostituto e Podestà di confrontarsi con chi si occuperà di rendere il percorso tra le vie cittadine scorrevole, con chi, i Pifferi e i Tamburi, saprà magistralmente farci emozionare con le note di quelle suonate che ogni eporediese e forestiero che viene in città, in tempo di Carnevale, attende da un anno all’altro, per finire con gli Alfieri, i quali portano tra di noi i vessilli che rappresentano le antiche parrocchie cittadine. Un emozionato Marco Adriano, responsabile storico-artistico del Carnevale, racconta i momenti che precedono l’inizio di una manifestazione tanto complessa quanto unica, nella quale ogni particolare è studiato e messo a punto con i protagonisti.
 
«Non vi nascondo l’emozione che ho provato nel condurre questa riunione, nel poter condividere con ognuno dei presenti alcuni ricordi di passate campagne vissute insieme ed è proprio questo, il bello della nostra Manifestazione, la condivisione di emozioni e di esperienze realmente vissute. In questi anni di grandi cambiamenti, i valori fondanti del Carnevale di Ivrea sono le radici forti che riescono a far si che la Manifestazione stessa possa resistere appoggiandosi al Cerimoniale e alle nostre tradizioni. Bellissimo è stato raccontare come sia nata la pergamena che viene letta e firmata in Piazza di Città dal Sindaco e dal Presidente dei Pifferi (una volta era il primo Piffero, il compianto Sergio Pocchiola), proprio per sancire che la banda cittadina dei Pifferi e dei Tamburi, alle prime ore della prima giornata di Carnevale inizino il loro “servizio”, come da anni viene definito il duro lavoro che gli stessi compiono durante tutte le giornate della storica Manifestazione cittadina.
 
Altresì sono state definite le cosiddette fermate, quei momenti che spezzano il cammino dei musici e che permettono alla moltitudine (sempre crescente) di “Genti del Carnevale” di far festa, di ristorarsi e perché no, magari di scaldarsi un attimo, dal gelo della giornata appena iniziata. Oppure quegli orari di servizio che servono ad ognuno dei componenti del gruppo di regia per essere puntuali ad iniziare il proprio di servizio, come ad esempio l’arrivo dei Credendari al pomeriggio per iniziare il loro corteo medioevale che li porterà in cima al Monte Pautro (più noto come Monte Stella), oppure agli Alfieri che si troveranno in Piazza al pomeriggio, per aprire il corteo che porterà, infine, tutti alla Santa Messa del pomeriggio, lassù nel “Terziere di città” sede del Duomo. Infine, dopo il giro tavolo conclusivo, ci siamo salutati tutti con frasi affettuose, dimostrazione di come una riunione di regia si trasformi sempre in un’occasione per ritrovarsi e fare festa tutti insieme».

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