CANAVESE - A fine luglio 2026 il Piemonte presenta una situazione idrica complessivamente e significativamente deficitaria. Le maggiori criticità riguardano le portate dei corsi d’acqua e la disponibilità delle risorse idriche superficiali. L’indice sintetico di siccità indica condizioni di siccità severa su quasi tutta la regione, con l’eccezione del bacino della Dora Baltea. Valori analoghi non si osservavano dalla primavera del 2022.
E' quanto emerge da un'attenta analisi effettuata da Arpa Piemonte: «La situazione è determinata dalla combinazione di precipitazioni scarse negli ultimi quattro mesi e temperature particolarmente elevate. Il caldo ha anticipato la fusione della riserva nivale e aumentato l’evapotraspirazione durante il periodo colturale, accentuando lo stress idrico dei suoli e della vegetazione. A questi fattori si aggiungono la riduzione delle riserve negli invasi e nel Lago Maggiore e le portate molto basse del reticolo idrografico. Nel mese di luglio sul bacino del Po chiuso alla confluenza con il Ticino sono caduti mediamente circa 33 millimetri di pioggia, il 54% in meno rispetto alla media climatica 1991-2020. Gli scarti negativi sono diffusi su gran parte dei bacini piemontesi e risultano generalmente compresi tra il 30% e l’80%. Fa eccezione il bacino dello Scrivia, dove alcuni episodi temporaleschi hanno contenuto il deficit».
Luglio ha proseguito una sequenza iniziata in primavera: aprile, maggio e giugno hanno registrato deficit rispettivamente del 56%, 44% e 40%. Il bilancio dell’anno idrologico presenta così uno scarto complessivo di circa il 27%, mentre le precipitazioni cumulate dall’inizio dell’anno sono inferiori del 20% rispetto alla norma e concentrate soprattutto nei primi tre mesi del 2026. Anche le temperature hanno contribuito ad aggravare la situazione: «Luglio ha fatto registrare un’anomalia termica regionale di circa +3 °C, risultando il secondo luglio più caldo della serie storica, con valori prossimi al record del 2015. Tra la fine di maggio e la fine di luglio si sono inoltre succedute quattro ondate di calore, che hanno aumentato sensibilmente la domanda evapotraspirativa - sottolineano da Arpa Piemonte - A fine luglio il volume complessivo delle risorse idriche superficiali, considerando gli invasi regolati e il Lago Maggiore, è stimato in circa 229 milioni di metri cubi: il 62% in meno rispetto alla disponibilità media del periodo. Il deficit raggiunge circa l’80% nel Piemonte settentrionale».
Le portate dei corsi d’acqua costituiscono l’elemento di maggiore attenzione: «Nel mese di luglio gran parte delle sezioni idrometriche considerate presenta deficit superiori al 30% rispetto alla media storica, con la principale eccezione della Dora Baltea. «Alla fine di luglio circa il 51% delle stazioni idrometriche gestite da Arpa Piemonte si trovava in condizioni di magra severa. Il confronto con il 2022 evidenzia origini differenti. La siccità del 2022 era iniziata nella seconda metà del 2021 e si era progressivamente consolidata durante un inverno eccezionalmente caldo e secco - concludono da Arpa - Nel 2026 la crisi si è sviluppata più rapidamente nel corso della primavera e dell’estate, per effetto della combinazione tra scarse precipitazioni, temperature elevate e anticipato esaurimento della neve. A fine luglio, tuttavia, le due annate risultano ormai molto simili per disponibilità delle risorse superficiali e gravità dei deficit delle portate».












