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IVREA - La riapertura del reparto di dialisi dell'ospedale di Ivrea resta ancora senza una data certa. A quasi cinque mesi dalla chiusura del servizio, avvenuta il 2 marzo scorso, l'iter per il finanziamento dei lavori di ristrutturazione continua infatti a registrare nuovi rallentamenti, alimentando le preoccupazioni dei pazienti e dell'Associazione nazionale emodializzati (Aned).

La vicenda era già approdata in Consiglio regionale lo scorso febbraio, quando, rispondendo a un'interrogazione del consigliere regionale Alberto Avetta, la Regione Piemonte aveva confermato che la richiesta di finanziamento, presentata nel settembre 2024, era al vaglio della Giunta. Nel frattempo una cinquantina di pazienti continua a effettuare le sedute di dialisi nel presidio di Castellamonte, dove il servizio è stato trasferito in via temporanea. L'intervento previsto a Ivrea vale circa 3,6 milioni di euro e, una volta avviato il cantiere, richiederà tra i dieci e i dodici mesi di lavori.

Durante l'ultimo incontro tra Regione, Asl To4 e rappresentanti dell'Aned è emerso però che la pratica è attualmente sospesa. La Regione ha infatti chiesto all'azienda sanitaria ulteriori approfondimenti sulla sostenibilità dell'investimento e sull'organizzazione complessiva della rete dei servizi dialitici del territorio, nell'ottica di una revisione finalizzata a migliorare efficienza e qualità dell'assistenza.

L'Asl To4 ha comunque confermato che il progetto non è stato accantonato e che gli approfondimenti richiesti saranno trasmessi nel più breve tempo possibile. Solo successivamente la Regione potrà valutare l'assegnazione dei fondi e l'eventuale revisione del progetto. Fino ad allora, per i pazienti eporediesi, resterà l'obbligo di raggiungere Castellamonte per sottoporsi alle cure.

«A seguito delle recenti notizie di stampa sulla presunta carenza di risorse per i lavori di ristrutturazione della dialisi di Ivrea, la segreteria regionale e territoriale del Nursind ha formalmente richiesto chiarimenti all'Assessore alla Sanità Federico Riboldi e al Direttore Generale dell'Asl To4 Luigi Vercellino. Il sindacato chiede rassicurazioni ufficiali sulla copertura finanziaria dell'intervento e un cronoprogramma certo per il rientro del servizio nella sede storica, a tutela dei pazienti e degli operatori coinvolti nel trasferimento temporaneo a Castellamonte».