Il gup del tribunale di Catania ha rinviato a giudizio per omicidio Salvatore Angemi, 55 anni, di Ivrea, accusato dell'omicidio volontario del fratello Angelo, 66 anni, scomparso dalla Sicilia il 5 novembre del 2014. Altri tre fratelli e una sorella della vittima e dell'imputato si sono costituiti parte civile. Per la procura di Catania l'assassino è stato proprio Salvatore che deve rispondere anche di abbandono di incapace. L'ipotesi è che Salvatore Angemi abbia approfittato del grave stato di salute di Angelo e che poi lo abbia ucciso continuando a percepire la sua pensione.

Angelo Angemi, 63 anni al momento della scomparsa, aveva lavorato per molti anni all'Olivetti di Scarmagno. Raggiunta la pensione era tornato in Sicilia, terra natale dell'intera famiglia. Malato di Parkinson era stato seguito dai fratelli, compreso Salvatore che, nel novembre del 2014, chiama i parenti rimasti a Ivrea per annunciare che sarebbe tornato al nord portando con sé Angelo. Quando torna in Canavese, però, il 55enne non è accompagnato dal fratello che dice di aver affidato a una casa di cura di Messina. In realtà di Angelo nessuno sa più nulla. Non si trova più nemmeno il corpo.

Salvatore viene iscritto nel registro degli indagati dalla procura etnea per abbandono di incapace e truffa aggravata, proprio per il sospetto che lo stesso abbia continuato ad incassare la pensione d'invalidità del fratello. Della scomparsa di Angelo Angemi si era occupata anche la trasmissione Chi l'ha visto? di Raitre.

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