IVREA - La procura di Ivrea ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati o ipotesi di reato, per avviare tutti gli accertamenti del caso sul guasto tecnico che mercoledi sera ha mandato in tilt l'impianto dell'ossigeno all'ospedale di Ivrea. Delle indagini se ne occuperanno i carabinieri del Nas. Il guasto avrebbe potuto provocare enormi conseguenze per i pazienti ricoverati, specie quelli del reparto di terapia intensiva. Il pronto intervento di medici e infermieri ha scongiurato il peggio. Quello della procura è un atto dovuto per permettere tutti gli accertamenti del caso. I carabinieri del Nas già ieri hanno effettuato le prime verifiche.    

«C'è stato un problema dovuto all'alto afflusso di pazienti anche nel reparto di terapia intensiva - spiega il commissario Asl, Luig Vercellino - il sistema che deve mantenere la giusta temperatura dei tubi si è bloccato e sono saltate le valvole di controllo». A quel punto, come da prassi, è entrato in funzione il secondo impianto che è pensato proprio per sopperire ad eventuali problemi del sistema principale. «L'impianto secondario, però, non è stato in grado di rispondere adeguatamente e si è generato un calo di pressione in tutto l'ospedale». 

Solo il pronto intervento di medici e infermieri ha evitato il peggio. Il personale, infatti, quando ha intuito che il sistema era andato in tilt, ha iniziato ad ossigenare i pazienti con le bombole. «Sono stati fenomenali nel mettere in atto le procedure di emergenza - conferma Vercellino - poco dopo è intervenuto il nostro servizio tecnico che ha ripristinato gli impianti, nel giro di una quarantina di minuti l'emergenza è rientrata. E' stato per tutti uno grosso spavento ma altrettanto grande è stata la risposta del nostro personale». Nessuno dei pazienti ricoverati ha subito conseguenze a causa del blackout.

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