IVREA - Respinto il ricorso degli ufficiali esclusi dallo Storico Carnevale di Ivrea dell'anno scorso. Il Tar Piemonte ha dato piena ragione alla Fondazione valutando come corretto l'operato degli organizzatori della manifestazione. Secondo i ricorrenti non era legittimo il bando a numero chiuso per l'arruolamento degli aiutanti di campo, ufficiali e vivandiere dello Stato maggiore dello Storico Carnevale 2020. Franco Francesco Sabolo, Marco Franco Scalvini, Franco Vallino, Dino Gianni Ocleppo, Claudio Tullo Pitetti, Enzo Ferrero, Luca Boerio, Riccardo Zannini, Davide Urso, Marco Iavelli e Simone Boerio avevano così impugnato il bando pubblico chiedendo l'annullamento di tutti gli atti. 

«La previsione contestata dai ricorrenti - la limitazione a 26 del numero degli ufficiali maggiori che accompagnano il corteo storico - è stata motivata dall’esigenza di assicurare “il corretto svolgimento della manifestazione” e di “garantire una maggiore sicurezza, sia ai personaggi che al pubblico” - scrivono i giudici del Tar - si tratta di una valutazione che rientra nell’ambito del potere discrezionale di cui dispone la fondazione (organismo costituito dal Comune di Ivrea per l’organizzazione del carnevale): in quanto tale, essa non può essere censurata dal giudice amministrativo se non per manifesta illogicità o errore di fatto».

«Gli elementi richiamati dai ricorrenti non palesano invero una manifesta illogicità della decisione in quanto: la circostanza che tale limitazione non sia prevista dal cerimoniale del carnevale e non sia stata contemplata nei piani di sicurezza degli anni precedenti non è di per sé indicativa della irrazionalità della valutazione compiuta dalla fondazione; non può essere negata la sussistenza di esigenze di salvaguardia della pubblica incolumità in occasione di una manifestazione che, come affermato dagli stessi ricorrenti, è “caotica e violenta”. Non è stata indicata la disposizione che prevedrebbe l’obbligo per la fondazione – il cui socio unico è il Comune di Ivrea ed il cui consiglio di amministrazione è composto dal Presidente, nella persona del Sindaco e da quattro consiglieri nominati dal Sindaco - di domandare il previo avviso dell’amministrazione comunale su una decisione, quale è quella impugnata, attinente l’organizzazione della manifestazione carnevalesca».

«Il bando pubblico di arruolamento, pur non indicando i criteri che dovranno essere utilizzati per selezionare gli ufficiali d’onore, ha tuttavia previso per tutti gli aspiranti una riunione obbligatoria presso la sede della fondazione per il giorno 13 dicembre 2019. In tale occasione, come ammesso dagli stessi ricorrenti, il Presidente della fondazione ha indicato che la selezione degli ufficiali d’onore sarebbe avvenuta dando precedenza a coloro che hanno ricoperto il medesimo ruolo nel carnevale dell’anno precedente. Alla mancata indicazione nel bando dei criteri di selezione ha quindi ovviato quanto è stato comunicato nel corso della riunione. Può quindi dirsi assicurato il rispetto dei principi di imparzialità, pubblicità e trasparenza, cui anche la fondazione è tenuta». Ricorso respinto.

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