IVREA - Un anno di reclusione. Questa è la condanna inflitta dal collegio presieduto dalla giudice Stefania Cugge ad un imprenditore edile di Pavone Canavese. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe ottenuto in modo indebito un finanziamento da 30 mila euro garantito dal fondo per le piccole e medie imprese, dichiarando di aver subito danni economici legati all’emergenza covid.
Per accedere alla misura serviva dimostrare un reddito precedente alla pandemia. L'imprenditore, nella dichiarazione fiscale del 2020, riportava per il 2019 guadagni superiori ai 142 mila euro. Un dato che però non trovava alcun riscontro nella documentazione contabile, anche perché per quell’anno non era stata presentata la dichiarazione Iva. Le indagini hanno scoperto che dal 2012 al 2018 l’imprenditore non aveva presentato dichiarazioni dei redditi, con l’unica eccezione del 2016, quando risultavano appena tremila euro di incassi.
La difesa ha però sostenuto che la posizione dell'imprenditore è stata condizionata dal comportamento del commercialista a cui si era rivolto. Professionista che risulta, come emerso in istruttoria, coinvolto in un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Firenze. L’avvocato ha ricordato inoltre che lo stesso imputato in passato era stato assolto per omesso versamento dell’Iva, proprio perché uno studio tributario della zona aveva smarrito la documentazione dei clienti. Ora la difesa attende le motivazioni della sentenza per decidere se presentare appello.











