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IVREA - I trasferimenti a Torino dei lavoratori Konecta sono stati, per ora, «congelati». E' l'esito dell'incontro che si è tenuto ieri in Confindustria Canavese, a Ivrea, tra le organizzazioni sindacali e l'azienda, in merito alla procedura di trasferimento collettivo nonché per l'avvio della discussione sull'organizzazione del lavoro.

In questa fase il trasloco forzato avrebbe riguardato una quarantina di lavoratori, secondo i piani dell'azienda costretti a lasciare il Canavese per Torino. Si tratta dei lavoratori che si occupano di attività di «backoffice non telefonico». Sono i cosiddetti addetti «non cuffiabili» o che lo sono parzialmente a causa di patologie certificate, impiegati in mansioni che, secondo l'azienda, non sono più previste dal piano aziendale nelle sedi di Ivrea e Asti.

«L'azienda, pur confermato la volontà di procedere con i trasferimenti, ha convenuto sull'opportunità di posticipare i trasferimenti previsti, anche a fronte di prossimi incontri istituzionali - sottolineano con un comunicato unitario le segreterie di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil Piemonte - pertanto i trasferimenti previsti per il 1 luglio 2026, verranno rinviati ad ottobre 2026».

Il posticipo permetterà di avviare una discussione seria ed approfondita sui numeri e sui perimetri impattati dal trasferimento nonché l'avvio di un confronto serrato su un accordo di smartworking che permetta di aumentare significativamente la percentuale di lavoro da remoto. In questa direzione è stato già fissato un prossimo incontro per il giorno 9 luglio 2026 ed uno successivo per il 29 luglio.

«L'azienda ha inoltre comunicato che nella giornata di giovedì incontrerà la Regione Piemonte per riprendere il confronto sulle soluzioni e gli strumenti utili a gestire le forti criticità legate ad alcune attività sempre più in calo e alle problematiche strettamente legate alla crisi ormai strutturale del nostro settore», aggiungono i sindacati.