Ascom Ivrea e Canavese e Confesercenti Ivrea hanno inviato questa mattina una lettera (si veda il testo allegato) al Comune di Ivrea - nella persona del Sindaco, della Giunta, del Consiglio Comunale e del Dirigente dell’Area Tecnica responsabile del progetto -, esprimendo parere negativo sull’ipotesi di una variante del Piano Regolatore in merito al procedimento di insediamento di un nuovo centro commerciale a ridosso sia del Centro Storico di Ivrea, che presenta non poche problematicità dal punto di vista commerciale e sia a ridosso dell’area riconosciuta come sede Unesco.

«Chiediamo che ci si concentri maggiormente sul tema della regolazione urbanistica abbinata alla gestione dei servizi commerciali, sul tema del turismo come leva di sviluppo sociale ed economico del territorio e su temi quali cultura e sport – dichiara la presidente di Ascom Ivrea Luisa Marchelli. Il commercio dovrebbe essere l'elemento urbano centrale in relazione alla sua importanza nella gestione di spazi pubblici e del suo ruolo vivificante e di inclusione sociale. Ascom Ivrea opera a favore della qualità della vita nei centri urbani nella consapevolezza che un’economia florida esiste solo se il contesto è adeguato ed accogliente. In considerazione delle osservazioni fatte durante la Conferenza dei Servizi di oggi dai soggetti istituzionali confidiamo che il progetto venga completamente ricalibrato in vista della prossima conferenza di servizi convocata per il 18 Aprile».

«Si tratta - dice la presidente di Confesercenti Ivrea, Gisella Facta - di un progetto che mette a rischio la sopravvivenza stessa di una parte significativa delle rete commerciale della nostra città  e che – come tale – va respinto. Chiediamo al Comune di assicurare la permanenza di una offerta commerciale ampia, variegata ed equilibrata come soltanto negozi di vicinato e mercati sanno garantire. Senza contare che essi  rappresentano anche  un elemento di vivacità e sicurezza per vie e quartieri. Dunque, il Comune riveda il progetto nell’interesse non solo dei tanti operatori commerciali del territorio e della libertà di scelta dei consumatori, ma anche dell’intera città».

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