Andranno a processo con il rito abbreviato Antonio e Matteo De Meo, padre e figlio di Cossano Canavese, di 47 e 26 anni (foto nel link sotto), accusati dell'omicidio di Gabriele Raimondi avvenuto in una villetta di Montalenghe il 30 settembre 2017. Sarà una perizia balistica, richiesta dall'avvocato Enrico Scolari, che difende Matteo De Meo, a stabilire chi dei due imputati ha effettivamente sparato quel colpo d'arma da fuoco. L'incarico per la perizia balistica sarà conferito dal giudice del tribunale di Ivrea nel corso della prossima udienza fissata per il 23 ottobre.

Gli esiti potrebbero essere determinanti per chiarire chi ha sparato quel giorno nella villetta di Montalenghe e con quale arma. Potrebbe trattarsi di una svolta nel processo, dato che ci sono ancora da chiarire i motivi che hanno spinto i De Meo all'azione violenta. Nel corso della sparatoria venne ferito anche un carabiniere della compagnia di Ivrea che stava eseguendo dei rilievi con un collega.

Nel processo c'è anche un terzo indagato, Andrea De Meo, 21 anni, fratello di Matteo: deve rispondere di porto d'armi in luogo pubblico. Per lui il legale Massimo Campanale (che difende anche il padre) non ha richiesto riti alternativi e affronterà il processo ordinario.

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