Il primo luglio nelle sedi piemontesi dell’Inps hanno preso servizio 193 nuovi assunti provenienti dall’ultimo concorso pubblico, originariamente bandito per 967 posti, ma che poi ha visto la chiamata dei primi 3009 a luglio e vedrà l’assunzione di altri 498, ovvero di tutti coloro coloro che sono entrati in graduatoria, entro novembre. Si tratta del più grande concorso di dipendenti pubblici mai avvenuto, se si escludono quelli delle forze di polizia. In Piemonte i nuovi assunti saranno complessivamente 215. Di questi dodici destinati al Canavese. Undici per la sede di Ivrea e uno per la sede di Rivarolo Canavese.

«Una boccata di ossigeno per le sedi dell’Istituto, alle quali è stato recentemente chiesto, con un notevole sforzo organizzativo,  di farsi carico anche dei nuovi provvedimenti in materia previdenziale voluti dal governo (quota 100 e reddito di cittadinanza) - spiega il coordinatore regionale Cisl Inps Piemonte, Salvatore Bullara - nonostante questa iniezione di nuova forza lavoro possa sembrare massiccia, tali assunzioni tuttavia, vista l’altissima età media del personale dipendente Inps, bastano appena a coprire i pensionamenti di quest’anno, e se va bene quelli del 2020 e 2021».

La Cisl apprezza lo sforzo finora fatto dal Governo, «ma lo esortiamo affinchè concluda l’opera di rafforzamento dell’Istituto, auspicando che le scelte annunciate dal Ministro del lavoro si concretizzino al più presto con l’autorizzazione a ulteriori assunzioni, che non bastino solo a sostituire i colleghi che cessano dal servizio ma che possano finalmente dare all’istituto la possibilità reale di far fronte a tutti gli adempimenti di competenza». Nello specifico, basta come esempio la preoccupante diminuzione del numero degli ispettori di vigilanza in servizio in Piemonte, che nel giro di pochi anni sono passati da  150 a poco più della metà «complici anche le scelte legislative del governo precedente».

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