L'uso prolungato del telefono cellulare può causare tumori alla testa. La Corte d'Appello di Torino, ieri, ha confermato la sentenza di primo grado del tribunale di Ivrea, emessa nel 2017, sul caso sollevato da un ex dipendente Telecom colpito da neurinoma del nervo acustico. Per i giudici esiste un nesso di causa-effetto tra quel tumore al cervello, benigno ma invalidante, e l'utilizzo continuativo del telefono cellulare. L'Inail è stata quindi condannata a pagare all'uomo una rendita vitalizia da malattia professionale.

La decisione del tribunale è destinata a fare giurisprudenza in Italia e a riaprire la discussione sulle conseguenze dell'eccessiva esposizione alle onde elettromagnetiche. Anche perchè il rapporto dello scorso agosto curato da Istituto superiore di sanità, Arpa Piemonte, Enea e Cnr non ha confermato, dopo vent'anni di studi, prove scientifiche sul nesso diretto esistente tra l'uso del cellulare e l'insorgenza di tumori.  

Roberto Romeo, l'uomo colpito dal tumore a cui i giudici hanno riconosciuto il risarcimento, gira l'Italia e organizza incontri nelle scuole e negli uffici per discutere del problema. Di recente è stato ospite a Vidracco, in Valchiusella, nel corso del convegno sui potenziali rischi del 5G. 

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