IVREA - Un maestro di canto 40enne residente a Ciriè è stato condannato in primo grado dal tribunale di Ivrea a quattro anni e mezzo di reclusione per violenza sessuale ai danni di un suo ex allievo, all’epoca dei fatti minorenne. Il tribunale ha inoltre disposto il risarcimento della vittima con una somma di 25 mila euro e l’interdizione dai pubblici uffici.
I fatti contestati risalgono a un periodo compreso tra il novembre 2018 e il febbraio 2021. In quegli anni il ragazzo, oggi 23enne, era seguito dai servizi sociali a causa di una situazione familiare fragile e segnata da forti difficoltà. Secondo l’accusa, gli episodi di abuso sarebbero avvenuti in diverse località del Canavese, negli stessi luoghi in cui si svolgevano le lezioni. Il processo è stato lungo e complesso, con udienze molto difficili, durante le quali sono stati esaminati anche scambi di messaggi e immagini rinvenuti sul telefono dell’imputato.
In aula, la vittima ha raccontato come, in una fase della vita segnata da solitudine e fragilità, le attenzioni ricevute fossero inizialmente state interpretate come affetto e sostegno. Solo col tempo, ha spiegato, si sarebbe reso conto del profondo disagio psicologico provocato da quei comportamenti. Uno degli episodi più gravi, secondo la ricostruzione, sarebbe avvenuto durante una lezione nel novembre 2018, quando il mastro lo avrebbe chiuso in bagno per baciarlo sulla bocca.
L’imputato ha sempre respinto le accuse, scegliendo il dibattimento proprio per chiarire la propria posizione. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro sessanta giorni.








