Antigone, l’associazione nazionale che si occupa dei diritti dei detenuti, ed il Garante del carcere di Ivrea, tramite i rispettivi legali, hanno presentato opposizione all’archiviazione chiesta dalla procura eporediese in merito ai pestaggi avvenuti in carcere. La procura aveva aperto un fascicolo per maltrattamenti e lesioni contro ignoti. Gli elementi, però, non sono stati sufficienti per chiedere dei rinvii a giudizio. Toccherà al Gip, nelle due udienze già fissate il 6 e l'undici di febbraio, decidere sulla richiesta di archiviazione.

Al vaglio del tribunale alcuni episodi e una decina di persone finite sotto inchiesta tra agenti della polizia penitenziaria e detenuti. Sono tutti episodi che si sono verificati all'interno del carcere di Ivrea tra il 2015 e il 2017. Il caso più noto è quello di una rivolta andata in scena nelle celle la notte tra il 25 ed il 26 ottobre 2016: un detenuto, attraverso un sito internet, raccontò di pestaggi e violenze gratuite in una cella chiamata «Acquario», poi dismessa in seguito ai sopralluoghi effettuati nella casa circondariale da parte del garante nazionale e di alcuni esponenti di diverse forze politiche.

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