LEINI’ - Le lavoratrici della lavanderia Pautass chiedono la solidarietà di tutti i lavoratori: «uniti si vince, chi tocca uno tocca tutti». E’ il messaggio messo nero su bianco in un comunicato del sindacato intercategoriale Cobas di Torino, che è sceso in campo per difendere i diritti delle lavoratrici dell’azienda leinicese. Si tratta di una situazione delicata.

«Le lavoratrici della Lavanderia Pautass di Leinì non hanno ricevuto il loro stipendio di maggio: ad oggi, la cooperativa e l’azienda non hanno fornito una spiegazione accettabile – spiegano da S.I. Cobas di Torino - Inoltre denunciano le loro condizioni di lavoro: turni massacranti fino a 12 ore e 6 giorni a settimana (ben oltre le poche ore contrattuali), ritmi e carichi sempre più alti, non rispetto della sicurezza, discriminazioni e comportamento antisindacale, licenziamenti illegittimi, non pagamento del tfr ed altre spettanze finali».

«Per reagire a questa situazione di sfruttamento le lavoratrici hanno fatto sciopero chiedendo il pagamento dell’ultimo stipendio per tutti i lavoratori, spinte dalla necessità di pagare per sè e le proprie famiglie le spese per la casa, gli alimenti, le bollette. Di fronte a questa legittima azione di protesta, l’azienda ha minacciato di licenziamento le lavoratrici in sciopero poi impedendo a 5 di loro di rientrare al lavoro – aggiungono dal sindacato - Ieri, l’azienda ha licenziato ingiustamente un lavoratore iscritto al sindacato. Formalmente, perché non ha superato il periodo di prova; mentre continua a non far rientrare le lavoratrici che hanno partecipato allo sciopero. Come sindacato, abbiamo già comunicato all’azienda le richieste delle lavoratrici: pagamento dell’ultimo stipendio e rientro a lavoro per i lavoratori cui è impedito perché hanno fatto sciopero».

«Il lavoro va pagato» rivendicano la decina di lavoratrici, tutte giovani e immigrate, che hanno incrociato le braccia nei giorni scorsi. Da Si.I. Cobas di Torino è stato subito chiesto un incontro in sede sindacale per discutere la risoluzione di tutte le altre problematiche lavorative: «Dopo la protesta dai cancelli, l’azienda ha accettato di incontrarci. C’è uno scarico di responsabilità tra azienda e la vecchia cooperativa. A noi del sindacato interessa relativamente questo. La responsabilità in solido non è in capo a Pautass? Da parte loro c’è una posizione di chiusura in merito alla mensilità mancante da corrispondere alle lavoratrici. Ci hanno anche comunicato che tutte e 5 le lavoratrici a cui è attualmente impedito il rientro in ditta riceveranno la lettera di licenziamento non solo per formale mancato superamento del periodo di prova ma per la questione sostanziale che hanno fatto sciopero. Ma questo non è né legittimo né accettabile da parte del nostro sindacato: si tratta sia di rispettare la libertà sindacale ed il diritto di sciopero per tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti al sindacato, sia di pagare ogni lavoratore per il lavoro che ha fatto. Ed è anche una questione di dignità».

Rimanendo irrisolte le problematiche delle lavoratrici ed aggravandosi la loro condizione economica in un momento storico di crisi con carovita e precarietà, lo stato di agitazione dichiarato dal S.I Cobas rimane aperto per cui continuano le iniziative sindacali, anche di protesta incluso lo sciopero, per ottenere il riconoscimento dell'interesse dei lavoratori.

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