LEINI - A oltre diciassette anni dalla violenta rapina che sconvolse una famiglia di Leini, l'inchiesta registra un nuovo importante sviluppo. La procura di Torino ha infatti individuato un secondo presunto responsabile dell'assalto avvenuto il 16 aprile 2009 in una villa di via Fornacino, episodio che lasciò gravemente ferito Davide Tedoldi e segnò profondamente i suoi familiari.
Il nuovo indagato si aggiunge a Milan Uskokovic, cittadino serbo di 64 anni, già accusato della rapina e del tentato omicidio di Tedoldi. L'udienza preliminare a carico di Uskokovic è stata rinviata a novembre per consentire alla Procura di completare gli accertamenti sul secondo uomo, identificato grazie alle indagini condotte dai carabinieri del comando provinciale di Torino e dagli specialisti del Ris di Parma.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il secondo indagato avrebbe fatto parte del gruppo di malviventi che, con il volto coperto da passamontagna, fece irruzione nell'abitazione. Durante la rapina, Davide Tedoldi venne aggredito brutalmente, colpito alla testa e immobilizzato. La madre, Pasqualina Rubatto, fu costretta a consegnare denaro contante e un assegno da 18 mila euro, per poi essere chiusa in bagno. Il padre, Italo Tedoldi, riuscì invece a salvarsi fingendosi morto mentre uno dei rapinatori tentava di soffocarlo.
La svolta investigativa è maturata negli ultimi anni anche grazie agli approfondimenti sulla scomparsa di Momcilo "Momo" Bakal, imprenditore bosniaco ritenuto coinvolto nella rapina. Il suo corpo è stato ritrovato nel 2025 in un terreno di strada Villaretto, a Torino. Per quella morte Uskokovic è accusato di omicidio premeditato, accusa che ha sempre respinto insieme a quelle relative alla rapina.












