Scatta la denuncia per diffamazione per i post contro il parroco di Lombardore, don Stefano Teisa. La denuncia è partita nei confronti di alcuni utenti social che, nei giorni scorsi, hanno preso a male parole il sacerdote, da dodici anni prevosto del Comune canavesano. La vicenda risale a qualche giorno prima di Ferragosto.

Otto viaggiatori diretti alla Sacra di San Michele cercano ospitalità per una notte. Sono sette pellegrini e una suora, secondo il racconto di chi ha postato la storia su Facebook. Cercano ospitalità in parrocchia ma don Stefano gliela nega: non c'è spazio nei locali della canonica. Ed è un problema che è ben noto da anni. Così i pellegrini vengono indirizzati dallo stesso sacerdote in un vicino agriturismo che però è chiuso. Il titolare offre loro comunque la cena e un privato cittadino decide di ospitare la comitiva per la nottata.

Tutto finito? Nemmeno per idea: il giorno dopo, infatti, il privato cittadino decide di rendere nota la situazione con un post sui social farcito di "colorite affermazioni" a riguardo del parroco. I commenti successivi, almeno alcuni di loro, sono altrettanto "coloriti", sempre contro l'operato del prevosto. Così don Teisa ha deciso di prendere carta e penna e di presentare formale denuncia per diffamazione.

Come da prassi la procura di Ivrea ha aperto un fascicolo. Non è la prima volta che sbadati utenti dei social finiscono nei guai per le affermazioni sui post di Facebook. Il reato di diffamazione è sempre dietro l'angolo... anche su internet.

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