Il maltempo è in diminuzione ma continuano nella notte e nella mattinata di domani piogge diffuse. Rientra la situazione di pericolo legata alle piene di fiumi e torrenti, i livelli idrografici di Malone, Chisola, Banna, Ceronda e Po sono in decrescita. Grazie alle lettrici che ci hanno inviato le foto (nella gallery) del torrente Orco a Feletto (foto scattate nel pomeriggio) e del Chiusella (scattate in tarda mattinata).

La viabilità rimane critica, con ancora una trentina di chiusure. Resta chiusa anche l’autostrada A5 nel tratto Ivrea-Pont Saint Martin, in entrambe le direzioni e per tutte le categorie di utenti, come previsto dal piano speditivo di emergenza della frana di Quincinetto in caso di allerta idrogeologica. La Regione Valle d'Aosta ha disposto il divieto di ingresso dei mezzi pesanti provenienti da Francia, Svizzera e Piemonte, che vengono deviati verso il tunnel del Frejus fino a nuove disposizioni.

Le frane continuano a creare criticità sul territorio, anche se finora di carattere contenuto. Le persone che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione per motivi di sicurezza sono al momento circa 520: 232 in provincia di Alessandria, circa 150 in provincia di Torino (120 a Chiaverano, gli altri a Pianezza). I cittadini residenti in frazioni isolate sono 360 in provincia di Alessandria (di cui 200 a Cassinelle, 70 ad Acqui Terme, 60 a Molare, 30 ad Alice Bel Colle), un centinaio nel Torinese (a Ceresole Reale, Luserna San Giovanni e Settimo Vittone), 250 in Valsesia (Carcoforo, Rimasco, Rima). Il Comune di Brandizzo ha deciso di chiudere le scuole per la giornata di lunedi.

A Rivarolo Canavese tutte le strade comunali sono state riaperte al transito nei due sensi di marcia. Nelle strade, dove nelle ore scorse si erano verificati allagamenti (per esondazione delle rogge), ora tornate alla normalità, sono rimasti posizionati i segnali stradali di pericolo che indicano massima prudenza. La protezione civile è intervenuta in località Canton Vittone per rimuovere un albero pericolante.

«Quando il territorio è così severamente messo alla prova, è inevitabile che il disagio e l’apprensione siano elevati. Così come non si può immaginare che la conta dei danni non presenti un conto salato alla comunità», ha detto il vicesindaco della Città metropolitana di Torino, Marco Marocco, che ha la delega alla protezione civile e ieri sera si è fermato a lungo nella Sala operativa della protezione civile metropolitana.

Sono circa 2.100 i volontari che stanno prestando il loro contributo sul territorio: circa 1.250 appartengono al Coordinamento regionale di Protezione civile, 500 al Corpo Antincendi boschivi, gli altri ad Associazione nazionale alpini, Croce Rossa e Associazione nazionale carabinieri.

«Però la consapevolezza generale, la capacità di resilienza per le criticità purtroppo ricorrenti come il rischio alluvione è nettamente cresciuta: in questi giorni praticamente un terzo dei Centri operativi comunali hanno aperto e hanno lavorato in stretta sinergia con la Protezione civile metropolitana, indice di una cresciuta capacità di presidio territoriale e di risposta strutturata alle emergenze. Affiancata, come sempre, dalla bravura delle nostre strutture tecniche e dei numerosi volontari, di protezione civile, Gev, Ari, Croce rossa, che stanno lavorando con noi in sala operativa e sul territorio, a cui va il mio ringraziamento», aggiunge Marocco.

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