Sono due croati, padre e figlio, gli indagati per la scomparsa di Momcilo "Momo" Bakal, l’ex militare bosniaco di 45 anni, residente a Mappano che gestiva un magazzino di materiale per l’edilizia a Settimo e che, dal 9 settembre 2016, è scomparso nulla. Secondo alcuni testimoni, infatti, sarebbero stati i due uomini, residenti alla Falchera, gli ultimi a vedere Bakal e questo sarebbe stato confermato anche dalle ultime celle agganciate dai telefonini cellulari dei tre. Improvvisamente, però, quello di "Momo" risultò spento e non verrà mai più riattivato.
 
I carabinieri di Leinì sono riusciti anche a stabilire che il telepass utilizzato dallo scomparso venne installato sulla macchina del croato più anziano e utilizzato per raggiungere l’ex Jugoslavia. Curiosamente, il pass di Bakal, come dimostrato dai caselli autostradali, ha sempre "viaggiato" in coda a quello del muratore ventiquattrenne che seguiva il padre.Ci sarebbe, inoltre, un filmato girato da una telecamera di un’area di servizio che riprende i due abbastanza nitidamente. 
 
Tuttavia, entrambi hanno sempre dichiarato di non sapere nulla sulla fine del loro amico, sparito senza lasciare traccia, insieme alla sua Volkswagen Tiguan di colore bianco. Intanto, la storia è ritornata a galla anche perché, nelle ultime settimane, sono stati effettuati alcuni furti all'interno dei capannoni di Settimo e Torino, di proprietà di Bakal. (L.r.)

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