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MAPPANO - Multe a raffica al semaforo sulla provinciale 267 di Mappano, in direzione Torino. Solo che, da qualche tempo, sono piovute sulla testa degli automobilisti pesantissime sanzioni anche per chi prosegue dritto dalla corsia riservata alla svolta a sinistra, verso lo svincolo della tangenziale. Tantissimi multati hanno deciso di presentare ricorso al giudice di pace di Ivrea anche perchè l'utilizzo della corsia di sinistra per andare dritto, evidentemente, fino a qualche tempo fa non veniva sanzionato come passaggio con il rosso.

Se ne è parlato anche in Consiglio comunale. In particolare sull’applicazione dell’articolo 146 comma 3 del Codice della Strada, che punisce il passaggio con la luce rossa con 150 euro di multa e 6 punti sulla partenza, anziché del comma 2, che per il mancato rispetto della segnaletica orizzontale prevede solo 50 euro e 2 punti. Il problema è che l'uso della corsia di sinistra, a quanto pare, era abbastanza usuale, tanto che molti automobilisti hanno ricevuto una raffica di verbali. E ciao patente. Come ha sottolineato il sindaco Francesco Grassi, non c'è stata una campagna informativa ad hoc perchè l'impianto che rileva le infrazioni è in funzione dal 2013 (ed era stato installato dall'allora Comune di Borgaro). La nuova società che lo ha in gestione, evidentemente, ha cambiato i parametri per l'emissione delle sanzioni e nessuno si è preso la briga di avvisare, in qualche modo, gli utenti della strada.

La minoranza di «Insieme per Mappano» ha invitato il sindaco e la giunta comunale a revocare le sanzioni (proposta respinta) e ha suggerito di prendere in seria considerazione l’eliminazione dell’incrocio semaforico con una rotonda «più utile e funzionale». «Il sindaco e la giunta non hanno portato a conoscenza dei cittadini l’entrata in funzione della rilevazione dell’infrazione - ha sottolineato il consigliere Gigi Gennaro - come invece avviene per tutte le iniziative "mondane" patrocinate dal Comune che si effettuano sul territorio. Non vogliamo pensare che questo non sia stato fatto perché poteva risultare poco appetibile dal punto di vista del consenso». Se ne riparlerà in tribunale.