MAZZE' - Una folla silenziosa e commossa, questa mattina, nella chiesa parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio di Mazzè, ha tributato l'estremo saluto a Jacopo Peretti, il 33enne originario del paese che è morto nell'esplosione dello scorso 30 giugno 2025 in via Nizza a Torino. Un'esplosione causata da un 40enne, poi arrestato dalla polizia. Presente, con il sindaco di Mazzè, Marco Formia, che ha proclamato il lutto cittadino, anche l'assessore Paolo Chiavarino, in rappresentanza del Comune di Torino.
«Tante parole, tanti ricordi su Jacopo sono risuonati in questi giorni nella nostra mente - ha detto don Alberto Carlevato durante la funzione - oggi abbiamo una speranza che la fede chiama certezza. Jacopo ora cammina nella vita nuova, vive nella nuova dimensione. Non è un modo di dire ma è la nostra fede, il centro del nostro essere cristiani. La strada di Jacopo è stata veloce e inaspettata. Il suo ricordo, ognuno di noi, saprà portarlo nel cuore».
Nel corso della cerimonia funebre, ha preso la parola anche il compagno Gioele (nel video) che ha ricordato commosso il 33enne. «Nel poco tempo che il destino ci ha lasciato abbiamo riso, scherzato, viaggiato, fatto timidamente dei piani per il futuro senza dirci che entrambi volevamo un futuro insieme. Soprattutto ci siamo voluti bene».
Gioele ha poi ricordato e ringraziato la macchina dei soccorsi che la notte dell'esplosione, con umanità e professionalità, ha fatto tutto il possibile nella speranza di trovare Jacopo ancora in vita. All'uscita dalla chiesa, la bara bianca, sulla quale amici e famigliari hanno scritto diverse frasi a ricordo del 33enne, è stata accolta da un lancio di palloncini e da un lungo e commosso applauso.









