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MAZZE' - Una condanna a 25 anni di carcere. E' quanto è stato chiesto oggi, giovedì 25 giugno 2026, in Corte d'Assise dalla sostituta procuratrice Chiara Canepa e dal procuratore aggiunto Emilio Gatti per Giovanni Zippo. Quest'ultimo, una guardia giurata di 41 anni, è finito sotto processo a Torino con la pesante accusa di aver provocato il crollo dell’edificio di via Nizza 389 a Torino e, come conseguenza, la morte di Jacopo Peretti, 33enne originario di Mazzè.

I fatti risalgono al 30 giugno 2025. In base a quanto ricostruito Jacopo Peretti è rimasto schiacciato sotto le macerie dello stabile dopo l’esplosione che ha distrutto l’appartamento dove viveva. Giovanni Zippo, difeso dall’avvocato Basilio Foti, deve rispondere di crollo di costruzioni, omicidio volontario aggravato dai futili motivi e lesioni personali nei confronti di sette persone, una delle quali con prognosi superiore ai quaranta giorni.

Secondo gli investigatori, Peretti sarebbe rimasto vittima di una vicenda sentimentale che coinvolgeva l’imputato. L’obiettivo di Giovanni Zippo sarebbe stato quello di vendicarsi di una donna, che viveva in quella palazzina e con cui aveva avuto una relazione. Proprio la sua ex amante, che aveva respinto il suo tentativo di riavvicinamento, si trovava in vacanza lontano da Torino quel fatidico 30 giugno 2025. Per gli inquirenti la 41enne guardia giurata avrebbe dato fuoco all'appartamento confinante con quello della vittima, provocando l’esplosione e il conseguente crollo dell’edificio costato la vita al 33enne canavesano.