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MAZZE' - Un imprenditore di 72 anni di Mazzè è morto a pochi giorni dall’ultimo accesso in pronto soccorso dopo le complicanze seguite a un grave incidente stradale avvenuto nell’agosto del 2022. La vicenda è ora al centro di un processo a Ivrea che vede imputati sia il conducente dell’auto coinvolta nello scontro sia il medico dell'ospedale di Chivasso che aveva disposto le dimissioni del paziente durante uno dei ricoveri successivi all’incidente.

Secondo quanto emerso nel corso dell’udienza, il pensionato era stato dimesso con un quadro clinico molto serio: trauma toracico complesso, fratture multiple, versamento pleurico e segnali compatibili con una possibile infezione in corso. Le sue condizioni si sarebbero aggravate rapidamente fino al decesso, avvenuto quattro giorni dopo l’ultimo accesso in ospedale.

L’incidente risaliva al 10 agosto. L’uomo viaggiava in scooter quando era stato urtato da un’auto durante una manovra di svolta. Dopo l’impatto era caduto sull’asfalto riportando diverse lesioni. In un primo momento le sue condizioni non erano apparse gravissime e, dopo i controlli, era stato dimesso dal pronto soccorso. Nei giorni successivi era però tornato nuovamente in ospedale per ulteriori accertamenti.

La procura contesta al conducente dell’auto il reato di omicidio colposo stradale per non aver rispettato la precedenza durante la manovra. Al medico del pronto soccorso viene invece contestata una presunta responsabilità professionale per aver dimesso il paziente senza disporre ulteriori approfondimenti clinici e un ricovero ospedaliero.

Secondo l’accusa, in presenza di un quadro così complesso sarebbero stati necessari esami diagnostici più approfonditi, tra cui una Tac toracica, oltre a una terapia antibiotica e un monitoraggio continuo in ospedale. La difesa del medico sostiene invece che gli accertamenti fossero stati proposti e che il paziente avesse deciso volontariamente di lasciare l’ospedale firmando le dimissioni. Prossima udienza il 17 dicembre.