Poteva e doveva essere una giornata di festa quella di venerdì. Si è trasformata in uno psicodramma sportivo. Italia-Costa Rica ha ben poco appassionato gli amanti del calcio. Così anche in piazza Chioratti, di fronte allo schermo sul quale sono passate le immagini della partita, lo psicodramma è diventato collettivo. La piazza ha cantato l’inno di Mameli, prima del match, poi ha cominciato a “mugugnare” per le difficoltà degli azzurri. Infine si è chiusa in un religioso silenzio dopo il gol del Costa Rica. Silenzio che, purtroppo, ha retto fino al triplice fischio. 
 
Nemmeno un sussulto nel secondo tempo. Niente di niente. Agli oltre cento rivarolesi che hanno scelto la visione collettiva della partita, non è rimasto altro che tornare mestamente a casa. C’era anche il sindaco Rostagno nel corso delle battute finali del match. Come amuleto non è bastato. «L'Uruguay la prossima settimana ci rifila quattro pappine e ci manda a casa» dice convinto un pensionato. Speriamo si sbagli... difficile dargli torto, adesso, dopo la disarmante prestazione con il Costa Rica...
 
Stessa situazione a Cuorgnè nel palatenda di villa Filanda. Tanto entusiasmo all’inizio, enorme delusione alla fine. E così in tutti i locali pubblici di mezzo Canavese che hanno trasmesso in diretta la partita. Si ripete martedì prossimo con l’Uruguay, sempre alle ore 18 (proiezioni "comunali" sempre in piazza Chioratti a Rivarolo e villa Filanda in via Piave a Cuorgnè). Dovrà andar meglio per forza. Altrimenti il nostro mondiale è già finito…

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