Nelle ultime 24 ore, il “Covid-19”, nome ufficiale del coronavirus, ha fatto altre 132 vittime nella sola provincia di Hubei, portando la cifra totale dei decessi a 2.004, con 74.185 casi di contagio e altre 135.881 persone sotto osservazione. Sono le cifre ufficiali, fornite dalle autorità sanitarie cinesi, ma anche se è difficile crederlo nascondono la prima, flebile buona notizia, perché il numero delle persone guarite, salito a 1.824, per la prima volta ha superato quello dei morti.

Non basta a pensare di aver sconfitto il virus che sta terrorizzando il mondo intero, ma è comunque un chiaro segnale che aver blindato Wuhan, la città focolaio, e buona parte della provincia, oltre al lavoro incessante dei medici e dei laboratori di mezzo mondo, sta finalmente lasciando intravedere la speranza che la strada sia quella giusta. Lo stesso presidente Xi Jinping, finito nell’occhio del ciclone per un dubbio che nasconde una doppia possibilità di brutta figura - sapeva e ha taciuto, oppure non è stato informato - ha parlato di “momento cruciale” della lotta all’epidemia nel corso di una telefonata con il premier inglese Boris Johnson.

Lentamente, in Cina sta ricominciando la vita: i casinò di Macao riapriranno a giorni, così come gli impianti di GM ed FCA stanno riavviando la produzione. Passaggi necessari, perché fra le vittime del coronavirus c’è anche l’outlook della Corea del Sud, con un Pil stimato in forte ribasso da “Fitch”. Non è l’unico Paese a rischiare grosso, perché secondo gli economisti l’importanza della Cina nell’economia globale è fondamentale, e il rischio è di conseguenze definite senza mezzi termini “catastrofiche”.

Buone notizie anche dalla “Diamond Pricess”, la nave da crociera bloccata nel porto di Yokohama: dopo 14 giorni di lunghissima “reclusione, è stata autorizzato lo sbarco di 500 passeggeri, anche se a bordo sembra si sia raggiunto lo stesso numero di contagi. I primi passeggeri a sbarcare sono stati isolati e trasportati verso diversi ospedali della città.

Fra le tante idee e iniziative, spiccano quelle di “Tencent” e “Alibaba”, due colossi del tech cinesi che stanno ultimando un nuovo sistema per “WeChat” e “AliPay”, le proprie app, in grado di indicare il possibile contagio. Il sistema, attualmente in fase di test nella città di Zhajiang, provincia di Hangzhou, si basa su diverse colorazioni assunte dal codice “QR” e sarebbe utile come lasciapassare. Il codice si colora di verde, giallo o rosso in base alle risposte su un questionario su anagrafica, storico degli spostamenti, condizioni di salute ed eventuali sintomi: i codici sono scansionati ad ogni accesso in negozi, condomini e uffici per fornire alle autorità un controllo continuo degli spostamenti della popolazione. Verde significa via libera, giallo consiglia una quarantena di almeno 14 giorni con aggiornamenti obbligatori, rosso che è meglio fare un salto in ospedale con discreta urgenza. Finora al servizio si sono registrati 7,25 milioni di utenti, con emissione di 6,7 milioni di codici verdi, e a breve sarà attivo anche per Shenzhen, città non distante da Hong Kong. (Germano Longo)

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