Galleria fotografica

OGLIANICO - Undici milioni di euro trasferiti negli Stati Uniti senza che emergessero segnalazioni tali da interrompere l'operatività. È uno degli aspetti al centro dell'inchiesta che vede imputata una 59enne residente a Oglianico, accusata di abusivismo finanziario, truffa e appropriazione indebita ai danni di 57 persone individuate dagli investigatori come parti offese.

La vicenda ha spinto la procura di Ivrea a inviare una segnalazione alla Banca d'Italia, evidenziando possibili criticità nell'applicazione della normativa antiriciclaggio. Sul piano giudiziario, mercoledì si è svolta la prima udienza preliminare in tribunale. La difesa della donna ha annunciato la richiesta di rito abbreviato subordinata all'audizione di un consulente. La linea difensiva sostiene che le somme affidate dai clienti sarebbero state effettivamente investite e successivamente perse nelle operazioni di trading, sottolineando inoltre la disponibilità dell'imputata a mettere a disposizione il proprio patrimonio.

Secondo gli inquirenti, però, agli investitori sarebbero stati prospettati rendimenti considerati sicuri, compresi tra il 10 e il 18 per cento. Le somme affidate variavano da circa 66 mila euro fino a oltre 2 milioni di euro per singolo investitore. Le difficoltà sarebbero emerse nel 2022, quando alcuni clienti hanno iniziato a non ricevere più gli interessi promessi. Da quel momento sono arrivate le prime denunce, provenienti da diversi comuni del Canavese, dando impulso alle indagini della Guardia di Finanza.

Nel 2023 è stata applicata nei confronti della broker la misura cautelare dell'obbligo di dimora. Il successivo ricorso al Tribunale del Riesame è stato respinto. Tra le ipotesi ora al vaglio vi è anche la richiesta di coinvolgere FinecoBank come responsabile civile. Una possibilità che potrebbe però decadere qualora l'imputata venisse ammessa al rito abbreviato.