OGLIANICO - E' da circa un mese che nella frazione San Francesco Benne di Oglianico si sentono suonare le campane della chiesa con un suono nuovo e più gioioso. Questo è dovuto al lavoro di restauro della cella  campanaria, voluto e portato avanti (con tutte le difficoltà del caso) dal comitato restauro composto da don Gianni Sabia, parroco della chiesa, dall'architetto Adriano Martinetto, Maria Teresa Gallinatti, Franco Arrò e Roberto Bongera.

Un lavoro reso particolarmente difficile dell'età del precedente sistema di ancoraggio delle campane (eseguito nel 1947) alla sommità del campanile con travi in legno, comprese le scale di accesso e dei piani di appoggio salita deteriorati dalle intemperie e dal continuo passaggio di uccelli dalle bifore presenti sui quattro lati del campanile senza una completa rete di protezione. I suggerimenti tecnici e la competenza della ditta Trebino di Uscio ha reso possibile una revisione totale e funzionale di tutta la cella campanaria con una nuova incastellatura in acciaio di sostegno e di tutta una nuova meccanica di rotazione ed aggancio per le campane, di un nuovo impianto di elettrificazione e del relativo computer comando battenti.

Ma prima di arrivare e tutto questo è stato necessario reperire i fondi necessari a finanziare l'opera. La disponibilità di cassa della parrocchia non era sufficiente e cosi si sono intraprese diverse strade per reperire i fondi. Sono state inoltrate richieste di contributo a diversi enti ed associazioni ma i risultati sono stati tutti negativi. La popolazione  ha partecipato con generose offerte. Per fortuna la Curia di Torino con il fondo per la chiesa cattolica dell'8x1000 ha creduto nel progetto. Grazie al contributo, elargito in brevissimo tempo, è stato possibile completare il progetto.

Il suono delle campane non avvisa solo più quando ci sono le funzioni religiose, ma è anche un segnale che la frazione è viva e presente. A completamento del recupero del campanile restano ancora da collocare delle nuove scale di salita in legno, dei nuovi piani di appoggio che si spera, con nuove offerte e nuove donazioni, di completare nel corso del 2021. La partecipazione della Curia di Torino è stato un atto di estrema fiducia verso una piccola realtà capace di mantenere viva la socialità e l'aggregazione di gente con origini diverse. (Giorgio Cortese)

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