Si sono insultati e accusati a vicenda, Gabriele Defilippi e l'ex amante Roberto Obert. Davanti agli occhi dei carabinieri e del procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando. Snocciolando, però, oltre agli insulti, anche circostanze, nomi e cognomi che avrebbero in qualche modo fatto da corollario all'omicidio della povera professoressa Gloria Rosboch, la 49ennne di Castellamonte che non si era accorta del mondo ambiguo frequentato dal suo ex allievo Gabriele, 22 anni. Un mondo che, un passo alla volta, sta emergendo in tutta la sua drammaticità, cancellando, per il Canavese, l'etichetta della provincia tranquilla dove non succede mai nulla. 
 
Gabriele e Roberto, pur accusandosi a vicenda, hanno raccontato di un giro di droga e usura da far impallidire. Ecco dove sono finiti i soldi di Gloria: affidati, probabilmente, a un terzo uomo che doveva in qualche modo farli fruttare. 187 mila euro che Gabriele aveva portato via alla professoressa nel novembre del 2014, promettendole una vita insieme ad Antibes. E poi la droga: gli accusati avrebbero ammesso che la sera dell'11 gennaio, quando effettuarono un sopralluogo alla discarica di Rivara (dova avrebbero poi abbandonato il corpo della Rosboch), erano «strafatti». E alle precise domande dei carabinieri hanno risposto con nomi e cognomi di fornitori e spacciatori di droga che, a quanto pare, fornirebbero stupefacente a mezzo Canavese.
 
E poi c'è la pedofilia. Gabriele ha accusato (ancora una volta) Obert di averlo violentato quando aveva solo 15 anni ed era minorenne. «Mi chiamavi Gabriella - ha detto Defilippi - perchè adesso non lo vuoi ammettere?». Defilippi ha anche raccontato dei viaggi dell'ex amico e compagno in Thailandia e del suo rapporto (presunto) con un altro ragazzino minorenne, sempre residente in Canavese. Nomi e circostanze al vaglio della procura di Ivrea. Compresi i nomi dei tour-operator che, negli anni scorsi, avevano organizzato i viaggi di Obert in Thailandia. L'ex impiegato di Forno Canavese, a breve, potrebbe finire nel registro degli indagati anche per pedofilia. 
 
Se sulle responsabilità dell'omicidio, nonostante i due si rimpallino ancora le accuse, ormai ci sono pochissimi dubbi (entrambi vanno incontro a una condanna pesantissima), le nuove dichiarazioni videoregistrate aprono nuovi scenari sull'inchiesta che, a quanto pare, è destinata a durare ancora diversi mesi. 

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