Non difettano di coraggio mamma Marisa e papà Ettore. Perchè ce ne vuole davvero tanto per guardare in faccia alla realtà e, un anno dopo, andare a Rivara, dove due assassini hanno gettato il corpo senza vita della tua unica figlia in una vasca piena di liquami tossici. Dentro una discarica, per giunta, ennesimo disprezzo della vita altrui.

Marisa ed Ettore, con la dignità che li ha contraddistinti in questo anno così drammatico, dalla scomparsa della figlia fino alla terribile verità dell'omicidio, accompagnati dal legale di fiducia Stefano Caniglia e dai carabinieri di Castellamonte e Rivara, hanno voluto vedere con i propri occhi quella vasca, camminando fino al luogo in cui, proprio un anno fa, Roberto Obert aveva condotto gli inquirenti. In quel luogo dove, il 13 gennaio, insieme al complice-amante Gabriele Defilippi, aveva lasciato cadere il corpo della povera professoressa di Castellamonte nella cisterna. Proprio dove questa mattina, mamma Marisa e papà Ettore hanno lasciato un mazzo di fiori rossi, detto una preghiera e invocato giustizia.

«Che Dio fulmini quei tre» ha ripetuto Ettore Rosboch. Quei tre sono, ovviamente, Defilippi e Obert ma anche la madre del 22enne ex allievo della prof, Caterina Abbattista che, per assurdo, ieri è tornata formalmente libera, scaduti i termini anche per la detenzione domiciliare. I genitori di Gloria chiedono giustizia. Mai avrebbero pensato di seppellire la loro unica figlia. Mai si sarebbero aspettati di farlo in circostanze tanto drammatiche da apparire assurde. La strada del processo, per ora, è ancora in salita. Loro attenderanno. Con coraggio. E con la stessa dignità di sempre.

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