«Sì, sono stato io insieme a Roberto Obert. L'abbiamo fatto insieme ma l'idea è stata mia». Il fratellino di Gabriele Defilippi, 13 anni, ascoltato con il supporto di uno psicologo dai carabinieri del reparto investigativo di Torino, ha raccontato l'altra mattina di un dialogo intercorso con il fratello maggiore dopo l'omicidio della professoressa Gloria Rosboch di Castellamonte. Fu proprio il ragazzino a chiedere a Gabriele che fine avesse fatto la professoressa. E in quell'occasione, l'assassino confessò al fratellino di aver commesso l'irreparabile con la collaborazione dell'amante-amico. 
 
Parole che potrebbero pesare come macigni in sede processuale e che, al momento, sono al vaglio della procura di Ivrea. Giuseppe Ferrando, procuratore capo, ha deciso che nei prossimi giorni interrogherà nuovamente Gabriele Defilippi, Roberto Obert e Caterina Abbattista (la madre di Gabriele), tutti e tre in carcere per l'omicidio della professoressa Gloria.
 
La testimonianza del fratellino di Gabriele, insieme a quella dell'ex fidanzata Sofia, è stata determinante, la scorsa settimana, per aggravare la posizione della madre, Caterina Abbattista, che, tramite i suoi legali, aveva presentato l'istanza di scarcerazione (puntualmente respinta dal tribunale del riesame). Il fratellino, tutelato dall’avvocato Andrea Bertano, ha anche raccontato ai carabinieri di una ragazza avvicinata da Gabriele nel tentativo di spillare dei soldi dall'amante-amico Roberto Obert di Forno Canavese. 
 
Del resto è stato lo stesso Obert a dire ai carabinieri che la relazione con Gabriele, all'inizio, si era concretizzata dopo che quest'ultimo gli aveva chiesto 200 mila euro. Le testimonianze confermano quello che per i carabinieri è sempre stato qualcosa più di un sospetto: ovvero che Obert, prima o poi, sarebbe potuto diventare un'altra vittima economica di Gabriele Defilippi, così come lo era stata la povera professoressa Rosboch.

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