La pistola non si trova. Hanno dato esito negativo le ricerche effettuate oggi pomeriggio nei boschi di Rocca Canavese dove, su indicazione di Roberto Obert, dovrebbe trovarsi la pistola che lo stesso Obert ha nascosto dopo averla ricevuta da Gabriele Defilippi. Entrambi sono in carcere per l'omicidio della professoressa Gloria Rosboch, 49 anni di Castellamonte, strangolata e gettata nella discarica di Rivara lo scorso 13 gennaio. Alle ricerche, oltre ai carabinieri, hanno partecipato gli esperti del trentaduesimo reggimento Genio Guastatori dell'esercito che, con un metal detector, hanno passato al setaccio i boschi tra Rocca Canavese e Barbania, partendo proprio dalle indicazioni che ha fornito ai militari dell'Arma lo stesso Obert. 

A questo punto, dal momento che gli investigatori considerano il ritrovamento della pistola parte integrante delle indagini in corso sull'omicidio della povera professoressa Rosboch, è possibile che nei prossimi giorni venga chiesto allo stesso Obert di partecipare alle ricerche (sotto stretta sorveglianza) per indicare con ancor maggiore precisione il luogo dove avrebbe sepolto la pistola. 
 
Intanto è notizia di qualche ora fa: i carabinieri del Ris di Parma, questa settimana, opereranno in Canavese per una serie di analisi nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Gloria Rosboch. Le analisi, secondo quanto ha confermato la procura, riguarderanno le auto e le abitazioni nella disponibilità dei tre arrestati: l'ex allievo Gabriele Defilippi, il suo complice-amante Roberto Obert e la madre Caterina Abbattista. I riscontri inizieranno proprio dalle vetture di Obert. Una di queste è stata utilizzata per portare la professoressa da Castellamonte a Rivara, dove è stata uccisa. Poi si passerà alle case: quello di Roberto Obert a Forno Canavese e le due in cui hanno vissuto Defilippi e la madre, a Castellamonte e Gassino.

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