Oltre tre ore di confronto, questa mattina in procura a Ivrea, tra Sofia Sabouh, la ventenne marocchina fidanzata di Gabriele Defilippi, e gli investigatori che stanno indagando sull'omicidio di Gloria Rosboch, la povera professoressa di Castellamonte uccisa lo scorso 13 gennaio. La ragazza era volata in Marocco dopo la scomparsa della professoressa. Circostanza che ha insospettito non poco gli inquirenti. Poi, su suggerimento del padre, la giovane è tornata in Italia, nella casa di Romano Canavese che divide con la famiglia. Questa mattina si è presentata spontaneamente in procura per parlare con il procuratore capo, Giuseppe Ferrando, e con il colonnello dei carabinieri, Domenico Mascoli.
 
«Col delitto non c'entro nulla, voglio chiarire la mia posizione e poi dimenticare tutto». Ha esordito così la ragazza. «La mia è una famiglia perbene ed è stato mio papà a chiedermi di tornare in Italia per chiarire la mia posizione» ha detto la giovane, che frequentava Gabriele dal 2014. «Era un ragazzo affascinante con il quale parlavo molto e di qualsiasi argomento. Mai avrei immaginato che fosse coinvolto in una storia del genere». 
 
La ragazza ha precisato di non avere mai avuto sospetti dell'ambiguità sessuale di Gabriele. E sul delitto, ha precisato che, interpellato sull'argomento dopo la scomparsa della Rosboch, il ragazzo aveva fatto presente che la professoressa si era allontanata volontariamente e presto avrebbe fatto ritorno a casa. Anche allora, Defilippi mentiva sapendo di mentire. Sofia Sabouh non è indagata ma è stata sentita dal procuratore Ferrando come persona informata sui fatti. Ha anche consegnato spontaneamente il suo telefono cellulare per consentire ai carabinieri di verificare le sue dichiarazioni.
 
Nel pomeriggio, invece, a Torino, i carabinieri hanno sentito la testimonianza del fratellino di Gabriele Defilippi che sarebbe stato minacciato dal ragazzo con una pistola. Gli inquirenti hanno precisato che dal racconto del fratellino (minorenne) non sarebbe emerso nulla di particolarment rilevante. Domani, invece, maltempo permettendo, partiranno le ricerche della pistola che Defilippi avrebbe consegnato al complice Roberto Obert di Forno Canavese. Pistola che lo stesso Obert avrebbe sepolto in un bosco di Rocca Canavese.

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