Caterina Abbattista, la madre di Gabriele Defilippi, resta in carcere. E' accusata di concorso nell'omicidio commesso dal figlio e dall'amante Roberto Obert. I due, lo scorso 13 gennaio, hanno ucciso la professoressa Gloria Rosboch di Castellamonte. I legali della donna, che ha sempre negato di essere a conoscenza dei piani del figlio maggiore, avevano chiesto venerdì mattina la scarcerazione. Il tribunale delle libertà di Torino, questa mattina, ha respinto l'istanza. La Abbattista resterà in cella alle Vallette.
 
La Abbattista, davanti ai giudici, aveva ribadito la sua estraneità ai fatti. A complicare la sua posizione, però, oltre ai rilievi tecnici effettuati dai carabinieri del reparto investigativo di Torino, ci hanno pensato le dichiarazioni di Sofia, l'ex fidanzata di Gabriele Defilippi, e del secondo figlio della Abbattista. Secondo l'ex fidanzata di Gabriele, una ventenne residente a Romano Canavese, la donna avrebbe appoggiato l'idea di «far sparire Gloria Rosboch» diventata insistente in merito alla restituzione dei 187 mila euro che il figlio, con un'abile truffa, le aveva rubato nell'ottobre del 2014.
 
Tra la Rosboch e la Abbattista, nel dicembre del 2015, proprio in merito alla possibile restituzione del denaro, erano intercorsi alcuni contatti (via sms e via e-mail) che adesso sono al vaglio degli inquirenti. In alcuni scritti, infatti, la Abbattista suggeriva alla Rosboch di non coinvolgere nella vicenda nessun avvocato. Una raccomandazione fuori tempo massimo, dal momento che la professoressa aveva giustamente denunciato l'ex allievo Gabriele Defilippi già a settembre del 2015.
 
La Abbattista, in ogni caso, continua a sostenere che il 13 gennaio, giorno dell’omicidio, era al lavoro in ospedale a Ivrea. Le analisi delle celle telefoniche, però, dicono il contrario. Anche per questo motivo, i giudici del riesame ne hanno confermato la custodia cautelare in carcere. La donna resta dietro le sbarre, così come il figlio Gabriele e l'amante Roberto Obert.

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