«Sapevo della truffa ma non dell'omicidio». Si difende così Caterina Abbattista, 49 anni, ex operatrice sanitaria degli ospedali di Castellamonte e Ivrea, in carcere per concorso in omicidio. E' la madre di Gabriele Defilippi, il 21enne accusato di aver ucciso, insieme all'amante Roberto Obert, la povera professoressa Gloria Rosboch di Castellamonte. Oggi il tribunale delle libertà di Torino dovrà esaminare il ricorso presentato dai legali della Abbattista che ne hanno chiesto la scarcerazione. 
 
La donna, dal carcere delle Vallette, ha ribadito la sua posizione. Saoeva della truffa ai danni della professoressa ma non era a conoscenza del piano del figlio che lo scorso 13 gennaio ha ucciso la Rosboch con la complicità dell'amante. I carabinieri del reparto investigativo di Torino, però, non credono alle versioni che la Abbattista ha fornito nei diversi interrogatori ai quali è stata sottoposta. Non ancora in arresto, la donna aveva dichiarato il falso, confermando che il 13 gennaio il figlio era rimasto a casa per tenere compagnia al fratellino di 13 anni. Dopo l'arresto, invece, la Abbattista ha ammesso di avere mentito perché minacciata da Gabriele. 
 
La donna non ha fornito spiegazioni convincenti nemmeno del suo ruolo nell'omicidio. La mattina del 13 gennaio, infatti, accompagna Gabriele a Rivarolo Canavese dove lo attende l'amante Roberto Obert. Poi alla sera, intorno alle 19, benché lei si trovi (a suo dire) al lavoro in ospedale a Ivrea, il suo telefono cellulare viene agganciato dalla cella di Montalenghe. La decisione del tribunale potrebbe arrivare lunedì. Obert e Defilippi, invece, restano in carcere. L'Asl To4 di Ivrea, come da prassi, ha provveduto a sospendere dal lavoro la Abbattista.

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