E' attesa per oggi al tribunale di Ivrea la sentenza sull'omicidio di Pierpaolo Pomatto (seconda foto sotto), l'ex panettiere di Feletto trovato morto a Vesignano di Rivarolo Canavese il 19 gennaio 2016, freddato la sera prima da un colpo di pistola alla nuca. Il reoconfesso omicida, Mario Perri (prima foto sotto), 56 anni, pregiudicato di Rivarolo Canavese, rischia l'ergastolo. Il pubblico ministero Ruggero Mauro Crupi, infatti, ha chiesto per l'uomo il carcere a vita. Perri, secondo la sua versione, avrebbe sparato per difendersi dall'aggressione dell'ex panettiere. Lo scorso 10 gennaio la procura di Ivrea aveva chiesto il rinvio a giudizio per il rivarolese, prima ancora della sua confessione, arrivata, a sorpresa, dopo un anno durante il quale Perri si è sempre dichiarato innocente. 
 
Anche il legale del rivarolese, l'avvocato Flavia Pivano, ne ha chiesto l'assoluzione: secondo la ricostruzione della difesa, infatti, Perri sparò per "legittima difesa" in risposta ad un'aggressione di Pomatto. Non solo: secondo la difesa, il telefonino cellulare di Pomatto che, per gli investigatori, è il movente del delitto, non fu rubato da Perri la sera dell'omicidio avvenuto nelle campagne di Vesignano (frazione di Rivarolo). Fu lo stesso Pomatto a consegnarlo a Perri, dietro la promessa del pagamento di 40 euro.
 
Perri è stato arrestato il 12 febbraio dopo un mese di indagini da parte dei carabinieri di Rivarolo. Le analisi tecniche effettuate dai Ris di Parma hanno evidenziato la presenza di residui di polveri da sparo su un giubbotto utilizzato da Perri. Sono state inoltre evidenziate alcune impronte e profili biologici dell’arrestato anche sulla macchina della vittima. 

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