Nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Pierpaolo Pomatto, l'uomo di Feletto trovato morto un mese fa a Vesignano, ucciso da un colpo di pistola alla nuca, i carabinieri del nucleo investigativo di Torino hanno arrestato Mario Perri, 55 anni, originario di Settignano (in provincia di Cosenza) ma da diversi anni domiciliato a Rivarolo Canavese. Un tempo era stato residente a Cuorgnè in un alloggio messo a disposizione per l'emergenza abitativa. L'uomo è stato fermato sabato mattina. Oggi è stata applicata la misura cautelare. L'arresto è stato convalidato dal giudice. Al momento l'uomo è detenuto a Ivrea. Perri conosceva Pomatto ed è stato visto insieme a lui la sera del delitto. I carabinieri hanno poi trovato il telefono della vittima nelle disponibilità del Perri. 

Perri è un volto noto alle forze dell'ordine della zona. Nel 1996 è finito in carcere per violenza privata ed è stato condannato a un anno di reclusione (fatti avvenuti in provincia di Biella). A luglio del 2004 viene bloccato dai carabinieri a Cuorgnè, dopo aver eluso, in sella a un motorino, un posto di blocco. In un pacchetto di sigarette, i militari trovano 15 grammi di hashish, una pallottola e un coltello. A casa, in via Rivassola, addirittura un candelotto di dinamite da mezzo chilo. Il 14 settembre dello stesso anno, in via Bicocca a Rivarolo Canavese, spara a un marocchino probabilmente dopo averlo scambiato per un altro. Viene arrestato il giorno dopo per tentato omicidio.

Nel 2011, invece, insieme a due complici, a bordo di un furgone non si ferma all'alt dei carabinieri di Caluso. Quando i militari riescono a bloccarlo, scoprono nel cassone del mezzo un maiale appena rubato e sgozzato con un coltello a serramanico. Arrestato per furto e uccisione di animale. Il 25 aprile del 2012, alla discoteca "Dolcevita" di Rivarolo, viene bloccato per violenza privata ed esplosione di colpi di arma da fuoco. Con altri due soggetti, poi bloccati dai carabinieri, è protagonista di un alterco fuori dal locale. Gli addetti alla sicurezza non gli consentono l'accesso alla discoteca. Spunta anche una pistola che viene utilizzata per sparare dei colpi in aria. Infine la scorsa settimana, il 12 febbraio, il tribunale di Ivrea lo ha condannato a tredici mesi di reclusione per evasione dagli arresti domiciliari (fatti risalenti al 2013). 

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