"Assoluzione per Caterina Abbattista". E' la richiesta presentata dai legali della donna, Tommaso Levi e Giampaolo Zancan, dopo quasi cinque ore di arringa difensiva in corte d'Assise a Ivrea, dove la donna è a processo per concorso in omicidio e truffa. Il procedimento è legato alla condanna a trent'anni di reclusione del figlio della Abbattista, Gabriele Defilippi, reoconfesso omicida della professoressa Gloria Rosboch di Castellamonte.

"Caterina Abbattista è stata portata a processo senza prove" ha spiegato l'avvocato Zancan, ripercorrendo l'intera vicenda processuale. "Alcune cose sostenute in questa aula sono degne di beautiful è noi non possiamo accettare beautiful in un processo. Non possiamo accettare che le procure mettano sotto accusa il modo di vivere delle persone". Per i legali della Abbattista la prova principe, quella dei dati forniti dalle celle telefoniche, alla fine non ha dato alcun riscontro preciso. "Il giorno dell'omicidio la signora Abbattista era in ospedale, al suo posto di lavoro.  L'accusa deve dire di aver sbagliato e lo faremo presente nell'istanza di ingiusta detenzione".

Anche per il collega Tommaso Levi, si è trattato di un "processo profondamente ingiusto perchè quanto sostenuto dall'accusa non è emerso dal dato probatorio. Un'ingiustizia partita fin dalle indagini sul conto della donna". Si tornerà in aula il 19 giugno per le repliche e la sentenza.

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