Si è avvalso della facoltà di non rispondere Roberto Obert, il 56enne di Forno Canavese, chiamato come testimone nel processo contro Caterina Abbattista, accusata di concorso nell'omicidio della professoressa di Castellamonte, Gloria Rosboch. Processo che è ripreso questa mattina in tribunale a Ivrea. Obert è stato condannato in primo grado a 19 anni come autore materiale di quell'omicidio insieme a Gabriele Defilippi, figlio della Abbattista, a sua volta già condannato a trent'anni di reclusione.

Questa mattina, in aula, è stato sentito anche l'ex comandante del reparto investigativo dei carabinieri di Torino, il colonnello Domenico Mascoli, che coordinò le indagini. Mascoli, così come ha fatto anche il maresciallo Bonatto del nucleo operativo di Ivrea, ha confermato il ruolo fondamentale di Obert nel ritrovamento del cadavere di Gloria Rosboch, nascosto nell'ex discarica di Rivara. Caterina Abbattista, invece, ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee, ribadendo che il giorno dell'omicidio era al lavoro, in ospedale a Ivrea, e non si è mai allontanata.

Nel corso dell'udienza sono emersi anche alcuni dettagli relativi alla truffa ai danni di Gloria Rosboch, truffa che ha scatenato una serie di eventi poi culminati con l'omicidio della donna. Davide Magnaguagno, promotore finanziaro della Fideuram di Ivrea, la banca alla quale la professoressa di Castellamonte si era rivolta per la gestione dei propri risparmi, chiamato in aula come testimone, ha rivelato che era intenzione della Rosboch ritirare il suo intero patrimonio investito che, allora, ammontava complessivamente a circa 250 mila euro. La professoressa riuscì a ritirarne in contanti "solo" 187 mila. Gli altri, bloccati in un fondo pensione, non potevano essere prelevati così rapidamente.

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