SAN BENIGNO CANAVESE - Una caccia all'uomo quella condotta dai carabinieri del comando provinciale di Torino per rintracciare l'omicida in fuga. Sono stati organizzati posti di controllo in tutto il Canavese con l'impiego di un un elicottero. Così, poco dopo le 13, a Pont Canavese i militari dell'Arma hanno rintracciato l'auto del fuggitivo, una Clio amaranto condotta da un amico che lo ospitava a casa, dove è stata fatta irruzione per la cattura. L'uomo, Renato Vecchia, 44 anni, residente a Castellamonte, non ha avuto il tempo di accorgersi della presenza degli investigatori, che lo hanno immediatamente bloccato ed ammanettato. Nella gazzella dell'Arma che lo ha trsportato in caserma a Volpiano si è limitato a dire di aver capito perchè lo portavano lì.

Vecchia da un mese era tornato ad abitare con la madre, dopo un periodo in un centro di recupero a San Maurizio Canavese. La vittima, Ermanna Pedrini, 64 anni, vedova dall'anno scorso, lavorava come pettinatrice e riceveva i clienti direttamente nella villetta di via Ivrea dove si è verificato l'omicidio. A dare l'allarme sono stati i vicini e il fratello della donna, Giuseppe (nel video), che ha chiamato il nipote allarmato. A quel punto i sospetti sono proprio caduti sul 44enne che, nel frattempo, aveva tentato di far perdere le proprie tracce. Sul cancello della villetta aveva anche messo un cartello per "rinviare" gli appuntamenti della madre alle 18 di oggi. In questo modo sperava di potersi garantire un po' di tempo utile per la fuga. Non è andata così.

Interrogato dal pubblico ministero Carlo Introvigne e dal procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, il 44enne dovrà fornire almeno una spiegazione per il suo raptus omicida. Si sospetta una questione di soldi. Nella cucina della villetta i carabinieri hanno ritrovato il coltello da cucina insanguinato che l'uomo ha utilizzato per colpire ripetutamente la madre al torace. L'omicidio, secondo il medico legale, sarebbe avvenuto intorno alle 20 di ieri sera.

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