Il fantasma di un bambino di otto anni nell'ex preventorio di Orio Canavese. Lo hanno scopero Fabio e Vanessa della «Paranormal Detection Unit». Un gruppo di ricercatori del paranormale che, da anni, si occupa di scandagliare luoghi pubblici o privati dove si suppone possano esserci degli spettri. Questa volta è toccato ad Orio Canavese con risultati decisamente importanti come dimostrano i video su Youtube pubblicati nei giorni scorsi (CLICCA QUI PER VEDERE LA PRIMA PUNTATA).

Ne abbiamo parlato direttamente con Fabio della PDU - Paranormal Detection Unit. «Conoscevo già Orio Canavese perchè qualche anno fa avevo giocato lì a softair. Siamo venuti a conoscenza della storia di questo edificio, abbiamo visionato alcune foto ed è nata così l'idea di realizzare un'indagine sul preventorio. Si narra di un bambino rimasto lì dentro e dai riscontri che abbiamo ottenuto direi che si tratta di una storia vera».

In cosa consistono questi riscontri? «Utilizziamo alcune strumentazioni tecnologiche che ci permettono di interagire con l'entità. Tra questi dei «K2», che sono dei rilevatori di campi elettromagnetici e il «ghost-box» che è uno strumento che effettua una scansione delle frequenze radio. Quest'ultimo, ad esempio, mescolando automaticamente e molto rapidamente le frequenze ci dà la possibilità di ascoltare risposte di senso compiuto alle nostre eventuali domande. Abbiamo anche microfoni estremamente precisi per rilevare rumori e parole oltre ad una macchina fotografica "fullspectrum" che fotografa lo spettro visibile ma anche quello Uv e Ir che non sono visibili all'occhio umano».

Come scegliete i posti da visitare? «Generalmente veniamo ingaggiati su richiesta dei nostri fan. Siamo dei ricercatori ma anche degli youtuber. Chi interagisce con noi solitamente ci segnala luoghi particolari. Andiamo comunque in tutta Italia. Di recente siamo stati in un albergo in Sardegna. Ovviamente c'è prima un lavoro di ricerca che ci guida nella scelta delle location. Nulla è lasciato al caso. Anche le visite nelle case private».

E' un lavoro o è un hobby? «E' assolutamente un hobby, una passione. Io faccio tutto un altro lavoro, ad esempio. Si tratta comunque di argomenti molto delicati che, però, dal punto di vista scientifico, al momento, non possono essere spiegati. Il paranormale ci ha sempre accompagnato nelle nostre vite. Abbiamo deciso di condividere alcune delle nostre esperienze».

Non avete problemi di scetticismo con le persone con le quali vi rapportate? «La nostra avventura è iniziata perchè abbiamo vissuto sulla nostra pelle delle cose abbastanza forti. E sono episodi che ci sono capitati fin da bambini. Cresci facendoti delle domande e resti affascinato da quel lato oscuro che non puoi vedere ma c'è. Così abbiamo unito queste esperienze con la passione per i video e internet e abbiamo aperto un canale su Youtube. Lo scetticismo ovviamente c'è. In un contesto del genere anche noi ci facciamo tante domande ed è la prima regola per realizzare un lavoro ben fatto. Quando pubblichi e condividi i video sai che puoi incontrare qualcuno che non ci crede, che magari ti bolla come fake e finisce col darti del "cazzaro". Il nostro format è ovviamente basato sull'intrattenimento ma riportando sempre indagini vere. Non abbiamo mai alterato nulla. Quello che si vede e si sente nei video è successo davvero. Noi da questo punto di vista abbiamo sempre operato con trasparenza. E' il nostro messaggio più importante. Non vogliamo e non dobbiamo ingannare nessuno. Se manomettessimo i video in post produzione verremmo meno alla nostra passione».

A Orio Canavese l'indagine ha dato dei riscontri. «Questo bimbo dentro il vecchio preventorio sembra proprio essere lì». Nelle immagini si sentono diversi rumori e frasi captate con gli strumenti. Secondo la squadra della Pdu lo spettro interagisce con loro nel corso della visita all'ex preventorio. I video sono disponibili sul canale Youtube della PDU - Paranormal Detection Unit, CLICCANDO QUI. Buona visione!

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