Un investimento da 38 milioni di euro con l'auspicio, a pieno regime, di portare in Canavese qualcosa come 800 mila turisti all'anno. Sono i numeri salienti del progetto «Vistaterra», l’agriparco di Parella, che aprirà nel corso del 2017. A partire da marzo, uno alla volta, saranno inaugurati tutti gli ambienti ricavati all'interno del castello, salvato dall'oblio grazie a un investimento della Manital. 
 
Graziano Cimadom, presidente del Gruppo Manital e ideatore del progetto, sabato al castello di Parella ha raccontato la straordinaria avventura di Vistaterra, dalla sua nascita allo sviluppo dell'iniziativa fino ai primi risultati, attraverso le emozioni che lo hanno accompagnato nel ripristino di un bene storico cruciale per lo sviluppo turistico, produttivo e culturale del Canavese. Due terzi delle opere sono ormai completate. «Apriremo per step perchè sarebbe un suicidio organizzativo rendere fruibile l’intero complesso tutto in una volta». Primo taglio del nastro, come detto, in primavera. 
 
L’agriparco diventerà, negli auspici dei sostenitori del progetto, l’elemento turistico di maggior richiamo di tutto il Canavese. Castello, hotel di charme, bio-lago, botteghe artigianali, ristorante, bar, enoteca, birreria e (soprattutto) il centro Spa. Slow food e Università di Pollenzo hanno selezionato le eccellenze del territorio che andranno a far rivivere le antiche botteghe del castello. «Un polo turistico a tutto tondo, pensato per portare i visitatori in Canavese e per farli restare qui per più giorni». 
 
«L’obiettivo è fare in modo che l’agriparco diventi stimolo per tutto il territorio. Qualcosa che possa dare il via ad altri progetti di accoglienza – ha aggiunto Cimadom - in Canavese abbiamo tutto: storia e cultura. E’ un territorio che può farcela valorizzando quello che ha già. E poi il turismo, se ben fatto, può fare da traino per agricoltura, informatica e lavoro. Se si crea ricchezza, convinciamo la gente a tornare a vivere in Canavese». 

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