L'altra mattina è stata recapitata al sindaco di Pont Canavese ed in copia al comandante della stazione dei carabinieri, al questore ed al prefetto di Torino, una lettera scritta dai cittadini in merito all'allarme furti che ha coinvolto, purtroppo, gran parte del paese. Nella lettera, sottoscritta al momento da 350 firmatari, i pontesi chiedono al sindaco alcune misure per rafforzare la sicurezza, per metter fine a questa ondata di furti.

«Le scriviamo in merito di quanto sta accadendo nel territorio comunale di sua competenza da ormai più di un mese a questa parte e in relazione ai numerosi e ripetuti furti presso abitazioni private, eventi che, oltre a  defraudare i cittadini “visitati” di oggetti di valore materiale, li offende nella propria indiscutibile ed essenziale vita privata, ledendoli psicologicamente  nella loro intimità domestica di cui Lei deve esserne garante», scrivono i pontesi nella lettera.

«Siamo consapevoli dello sforzo da parte delle Forze dell'Ordine messo in atto per porre fine alle deplorevoli vicende di cui sopra, ma è altresì innegabile il fatto che al momento non si è riusciti a porre un freno all’ondata di furti. Siamo qui a richiederle, questa volta con forza e con giustificata rabbia, di espletare la funzione che Le compete come dovere, in qualità di sindaco “ufficiale di Governo e Pubblica Sicurezza”. Non vorremmo che la rabbia e l’esasperazione conducano ad atti inconsulti. La volontà di collaborare può essere pericolosa non tanto per gli eventuali colpevoli dei furti ma anche per chi, con senso civico, collabora con le forze dell’ordine per porre fino allo stillicidio e rischia invece di essere scambiato per un ladro».

Secondo i pontesi, più telecamere e punti luce potrebbero dare una mano nell'immediato. «Sicuramente le chiediamo maggior sorveglianza sul territorio tramite le forze dell’ordine: Carabinieri e Polizia Locale, più telecamere non solo ai vari ingressi del nostro Paese ma anche in luoghi chiave, illuminazione pubblica. Forse sarebbe da rivedere l’epurazione dei punti luce come da sua delibera 29/18 soprattutto nelle case isolate e pensare ad un piano di maggior sicurezza del paese. Chiediamo solo la possibilità di essere sicuri in casa nostra e lo chiediamo a chi ci rappresenta come Primo Cittadino con tutte le sue responsabilità. A noi rimane solo la speranza che l’iter procedurale di questa nostra richiesta arrivi presto alla soluzione di questo grave ed inconsueto problema».

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