Il convegno sul Ponte Preti promosso dal Club Turati e dall'ex senatore Bozzello è servito a fare chiarezza, una volta per tutte, sullo stato dell'infrastruttura e, soprattutto, su quello che accadrà lungo la pedemontana nei prossimi anni. Per dirla con le parole di Bozzello, sarà «un'occasione da non perdere per tutto il territorio». Ecco quattro cose che sappiamo sul Ponte Preti e che la Città metropolitana ha precisato nel corso del convegno.

Il Ponte è sicuro?
Si. Ovviamente la certezza che non si verifichino problemi strutturali non esiste al 100%. E, in realtà, non esiste per nessun tipo di costruzione. Ma il Ponte Preti, per struttura e materiali utilizzati, non è il Ponte Morandi. Se anche ci fossero delle problematiche, il ponte non crollerebbe di botto. Lo ha ribadito il consigliere Iaria, forte dei monitoraggi che la città metropolitana ha eseguito a più riprese.

Sono in corso delle indagini?
La Città metropolitana ha di recente concluso una serie di analisi sulla stabilità del ponte. Gli "esami" hanno confermato la solidità della struttura. Altre indagini saranno programmate ed effettuate nei prossimi mesi perchè l'ex provincia sta programmando una diagnosi di tutte le strutture di sua competenza sulla rete viaria.

Si farà un altro ponte?
Speriamo di si... Regione e Città metropolitana hanno posto questa condizione per cedere la 565 pedemontana all'Anas. Il via liberà alla cessione arriverà solo se l'Anas garantirà la costruzione di un nuovo ponte con investimenti certi in tre anni. Servono 20 milioni per realizzare l'opera.

Il ponte chiuderà ai tir?
Per ora no. Una cabina di regia con Ativa, Città metropolitana, Anas, Gtt, Regione Piemonte, Confindustria e sindaci valuterà le varie opportunità. Toccherà al tavolo tecnico decidere il da farsi.

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