PRASCORSANO - Una strage di api e un brutto colpo, in un periodo lavorativamente già delicato per tutti, per un giovane apicoltore che con passione, professionalità e impegno dal 2016 si dedica alla produzione di gustosi prodotti a chilometro zero: dal miele più comune fino a quello più pregiato di alta montagna, agli altri prodotti dell’alveare come polline, pappa reale e propoli.

E’ stato un venerdì 17 nerissimo quello vissuto la scorsa settimana da Gianluca Cat Berro, titolare dell’azienda «Il Giramiele» di Favria. L’imprenditore canavesano ha avuto una brutta sorpresa quando nella mattinata si è recato al suo apiario di Prascorsano. A terra ha trovato un tappeto di api morte e sulle casette altrettanti animali tremolanti.

Dopo un rapido sopralluogo, l’amarissimo bilancio di una 20ina di alveari avvelenati e l’immediata chiamata all’Asl To4 che è giunta a stretto giro sul posto con il personale competente per tutte le analisi del caso. «Sono in attesa dell’esito delle analisi definitive di laboratorio dell’Asl – spiega Gianluca Cat Berro – si tratta di un caso di presunto avvelenamento. E’ da verificare se è stato doloso. A quel punto sporgerò regolare denuncia alle forze dell’ordine contro ignoti».

Nonostante tutti gli appelli e le numerose campagne di salvaguardia verso l’ambiente e le api è incredibile che si verifichino ancora casi di avvelenamento. Calcolatrice alla mano, inoltre, il danno è notevole: si parla di circa 400 chilogrammi di miele perso e qualche migliaio di euro andati in fumo. «Non mi era mai successa una cosa simile – conclude amareggiato Gianluca Cat Berro de Il Giramiele – indubbiamente la stagione produttiva di queste famiglie di api è finita. Per noi è un brutto colpo, sia economico che morale». 

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