L'Uncem attacca Ativa, il concessionario autostradale che gestisce la A5. Sulla frana di Quincinetto, è lui che deve intervenire secondo il presidente Marco Bussone, non certo la Regione. «Se tutto finisce con un tavolo in Prefettura che induca poi la Regione a investire qualche milione di euro sul versante, abbiamo perso tutti - commenta - Non deve essere ancora una volta la collettività a pagare». In effetti, la Giunta Cirio si è mossa tempestivamente e l'assessore ai Trasporti e Infrastrutture Marco Gabusi ha già annunciato un primo sopralluogo tecnico dopodomani, giovedì 27, in attesa della riunione prevista ad inizio luglio che vedrà la partecipazione anche della Regione Valle d'Aosta, della Città Metropolitana, dei sindaci dei Comuni coinvolti, di Anas e proprio di Ativa. «Intanto manca una proposta di intervento da parte del concessionario, nè sul versante, nè sulle strade secondarie in accordo con Anas - continua Bussone - I lavori devono essere a carico di Ativa che, tra l'altro, non ci risulta abbia rimborsato i pedaggi a quanti sono rimasti bloccati nell'Eporediese intasando il traffico che attraversava i Comuni. Il problema è che da sempre il gestore dell'A5 ignora i territori attraversati dall'autostrada dalla quale incassa i pedaggi con utili enormi». L'accusa al concessionario di riflesso ricade anche sul Ministro Danilo Toninelli, colpevole secondo l'Uncem di essere rimasto in silenzio durante lo scorso weekend di disagi per automobilisti e residenti. «Il Mit deve obbligare i concessionari ad intervenire sulle reti stradali secondarie e nelle situazioni più complesse come quella che si è verificata a Quincinetto. Bisogna imporre nuove regole che ridefiniscano i rapporti con gli enti locali, troppo spesso ignorati se non addirittura presi in giro, senza informazioni e senza ritorni economici ad esempio per ripagare l'inquinamento assorbito dalle foreste lungo le autostrade»

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